Impatto (quasi) zero - di Laura Lop

You & GaS

Verdure_1
I Gruppi di Acquisto Solidali esistono da più di vent’anni con finalità di acquisto collettivo. Una palestra di crescita personale, tolleranza e abitudine al consumo critico.

 

di Laura Lop

Faccio parte di un GaS. Silenzio, sguardo indagatore, battuta più o meno smagliante sui contatori e il gestore di luce ed energia.
Quante volte si è ripetuta questa scena… Eppure i Gruppi di Acquisto Solidali esistono da più di vent’anni sotto forma di gruppi apartitici e aconfessionali, con finalità di acquisto collettivo e nel rispetto di determinati parametri di scelta.

Il primo esperimento vede la sua apparizione a Fidenza per poi espandersi in molte altre regioni italiane. Un GaSato o Gassista è colui che spesso viene definito un consumatore critico perché cerca di informarsi prima di mettere mano al portafoglio: voglio mangiare cibo coltivato con i pesticidi? c’è bisogno di mangiare le fragole d’inverno? voglio comprare un prodotto inutilmente imballato? voglio supportare lo sfruttamento dei lavoratori?
Infiliamo un sacco di no per riscoprire uno stile di vita più semplice e un panorama di sapori locali e produzioni artigianali.

La biodiversità di un GaS comprende il vegano così come l’amante della bistecca, purchè mangiata saltuariamente e provenga da allevamenti non intensivi, conoscendo le terrificanti scene che accadono in quei luoghi.
Discutiamo, organizziamo proiezioni, manifestazioni legate alla conoscenza del territorio ma anche alle interconnessioni con il resto del pianeta.

Uno dei nostri testi base è sicuramente la “Guida al consumo critico curato dal “Centro Nuovo Modello di Sviluppo” di Vecchiano, un centro di ricerca diretto da Francesco Gesualdi che si occupa di studiare un sistema economico costruito globalmente da multinazionali, tanto potenti quanto causa di ingiustizie.
Leggiamo nella guida “la povertà non è una fatalità ma il risultato di un’economia assurda creata da imprese dedite al saccheggio, alla sopraffazione, all’avidità”. Qui si colloca la consapevolezza del proprio potere d’acquisto, con le nostre scelte condizioniamo l’utilizzo delle risorse, dell’energia, delle nostre sorti future.

Una piccola comunità che cresce democraticamente può divergere ma ci sono elementi fondanti e imprescindibili, per questo ci siamo dati una “Carta dei Valori” da condividere, basata non solo sulla sostenibilità ambientale ma anche sulla solidarietà sociale tra noi, verso i produttori e per chiunque sia in una situazione di comprovato disagio.

L’evoluzione dei GaS potrebbe essere quanto appena avvenuto a Bologna con l’emporio “Camilla” sull’esempio dello storico Food Coop, cooperative americane di supermercati autogestiti dove i soci stessi dedicano gratuitamente poche ore al mese del proprio tempo in modo da tagliare i costi di gestione e garantire un cibo sano a prezzi accessibili e magari anche sfuso.

Gas Millepiedi, il nostro "feticcio"
Gas Millepiedi, il nostro “feticcio”

Eh già, gli imballi, altra fisima di un GaS che si rispetti. Per contrastare l’inquinamento prodotto dalla plastica facciamo spesso, divertendoci, serate dove impariamo ad autoprodurci saponi, shampoo, creme e molto altro, riutilizzando gli stessi contenitori, ed è incredibile quantificare la montagna di boccette e vasetti che non abbiamo mai utilizzato, né mai buttato.

Considero il GaS come una grande occasione di crescita dove poter coltivare relazioni ed esperienze, ottimo cibo per la mente e companatico delle nostre spese alimentari naturali. E anche quando la convivenza diventa sforzo nel trovare compromessi tra noi, la buona notizia è che almeno ciascuno tiene allenato il proprio senso di tolleranza.

Ricordo questa settimana l’importante sciopero mondiale del clima, a riprova delle migliaia di persone impegnate nella ricerca di nuovi equilibri in pace con l’Ambiente e dedico questo articolo al mio GaS del cuore, il “Millepiedi” di Cerreto Guidi/Vinci che ovviamente ha scioperato.
Tra GaSato e Gassista, mi preferisco GaSata nell’accezione toscana di sentirsi orgogliosamente motivati di far parte di questa piccola grande storia locale.

 

Laura Lo Presti vive sulle colline del Montalbano, circondata dalla Natura e dai suoi gatti. Attivista ambientale per passione, collabora con il Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori (www.rifiutizerocapannori.it) e con Ekoe società cooperativa (www.ekoe.org) per la commercializzazione di stoviglie e imballi ecologici.