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Incendi negli impianti di rifiuti in Toscana, il rogo di Pontedera riaccende l’allarme

Ricostruzione artificiale dell'incendio
Ricostruzione artificiale dell'incendio

Undici gli episodi tra gennaio e agosto 2026. Tra possibili cause strutturali e ipotesi di dolo Legambiente Valdera chiede più trasparenza.

 

Redazione
28 ottobre 2026

PONTEDERA (Pi) – Un nuovo incendio in un impianto di gestione dei rifiuti riaccende l’allarme in Toscana. Nella serata del 26 ottobre le fiamme hanno interessato la Ecoacciai, nella zona industriale di Gello a Pontedera, dove vengono recuperati materiali ferrosi e non ferrosi e rottamati autoveicoli. L’episodio solleva interrogativi sulla sicurezza degli stabilimenti e sulla frequenza dei roghi nel settore.

Secondo Arpat i fumi si sono diretti prevalentemente verso ovest-nord-ovest, con possibili ricadute nelle aree circostanti. L’Agenzia ha individuato le zone da sottoporre a eventuali campionamenti per verificare la presenza di diossine, furani, metalli e idrocarburi policiclici aromatici. La contaminazione, al momento delle prime valutazioni, non risultava accertata.

Non è un episodio isolato. Fra gennaio e agosto 2026 sono stati documentati almeno undici incendi da Grosseto a Firenze, da Capannori a Empoli, da Livorno a Colle Val d’Elsa. Tra i casi più gravi quello dell’8 giugno alla Delca Energy di Vicopisano, dove bruciarono circa 2.500 tonnellate di rifiuti plastici.

Le cause, tuttavia, non sono necessariamente comuni. Per l’incendio alla ReAl di Empoli è stata ipotizzata una scintilla provocata dall’attrito di un oggetto metallico mentre per quello alla Spedi di Vecchiano si è parlato inizialmente di batterie. Nel caso della Bogi Vinicio di Livorno le prime verifiche non escludevano neppure l’ipotesi dolosa. Sull’incendio alla Delca Energy è stata aperta un’indagine della Procura.

Nessuno di questi elementi dimostra l’esistenza di un disegno criminale unitario. Il filo conduttore potrebbe invece essere strutturale: grandi quantitativi di materiali combustibili concentrati negli impianti, sistemi di prevenzione da verificare e rischi ambientali che proseguono anche dopo lo spegnimento attraverso residui contaminati e acque utilizzate dai Vigili del fuoco.

Legambiente Valdera, richiamando anche gli incendi alla Geofor nel 2024 e alla Delca Energy, chiede di valutare gli effetti cumulativi della concentrazione degli impianti sul territorio. Contesta inoltre che le compensazioni economiche riconosciute ai Comuni possano giustificare eventuali rischi ambientali e sanitari.

Resta una questione decisiva: quanti incendi sono effettivamente aumentati rispetto agli anni precedenti e quali carenze, eventualmente, emergono dai controlli? Una risposta richiede dati regionali comparabili, esiti delle indagini e verifiche sulle prescrizioni antincendio. Senza questi elementi la successione dei roghi costituisce un segnale d’allarme, non una prova delle loro cause comuni.

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