Undici gli episodi tra gennaio e agosto 2026. Tra possibili cause strutturali e ipotesi di dolo Legambiente Valdera chiede più trasparenza.
Redazione
28 ottobre 2026
PONTEDERA (Pi) – Un nuovo incendio in un impianto di gestione dei rifiuti riaccende l’allarme in Toscana. Nella serata del 26 ottobre le fiamme hanno interessato la Ecoacciai, nella zona industriale di Gello a Pontedera, dove vengono recuperati materiali ferrosi e non ferrosi e rottamati autoveicoli. L’episodio solleva interrogativi sulla sicurezza degli stabilimenti e sulla frequenza dei roghi nel settore.
Secondo Arpat i fumi si sono diretti prevalentemente verso ovest-nord-ovest, con possibili ricadute nelle aree circostanti. L’Agenzia ha individuato le zone da sottoporre a eventuali campionamenti per verificare la presenza di diossine, furani, metalli e idrocarburi policiclici aromatici. La contaminazione, al momento delle prime valutazioni, non risultava accertata.
Le cause, tuttavia, non sono necessariamente comuni. Per l’incendio alla ReAl di Empoli è stata ipotizzata una scintilla provocata dall’attrito di un oggetto metallico mentre per quello alla Spedi di Vecchiano si è parlato inizialmente di batterie. Nel caso della Bogi Vinicio di Livorno le prime verifiche non escludevano neppure l’ipotesi dolosa. Sull’incendio alla Delca Energy è stata aperta un’indagine della Procura.
Nessuno di questi elementi dimostra l’esistenza di un disegno criminale unitario. Il filo conduttore potrebbe invece essere strutturale: grandi quantitativi di materiali combustibili concentrati negli impianti, sistemi di prevenzione da verificare e rischi ambientali che proseguono anche dopo lo spegnimento attraverso residui contaminati e acque utilizzate dai Vigili del fuoco.
Legambiente Valdera, richiamando anche gli incendi alla Geofor nel 2024 e alla Delca Energy, chiede di valutare gli effetti cumulativi della concentrazione degli impianti sul territorio. Contesta inoltre che le compensazioni economiche riconosciute ai Comuni possano giustificare eventuali rischi ambientali e sanitari.
Resta una questione decisiva: quanti incendi sono effettivamente aumentati rispetto agli anni precedenti e quali carenze, eventualmente, emergono dai controlli? Una risposta richiede dati regionali comparabili, esiti delle indagini e verifiche sulle prescrizioni antincendio. Senza questi elementi la successione dei roghi costituisce un segnale d’allarme, non una prova delle loro cause comuni.



















Aggiungi un commento