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Allarme ecomafie in Toscana, gli esperti incontrano il pubblico a Firenze

Mercoledì 23 ottobre giornata di studi dal titolo “Rifiuto: La Mafia”. È la Toscana a “vincere” la maglia nera fra le regioni del centro-nord, collocandosi al sesto posto in Italia.

 

FIRENZE – Mercoledì 23 ottobre, presso l’uditorium Sant’Apollonia, si svolgerà la giornata di studi e approfondimenti Rifiuto: la Mafia organizzata da Social Lab, Legambiente Firenze, FLC CGIL Firenze, Libera Firenze. L’iniziativa è finanziata dall’azienda per il diritto allo studio universitario della Regione Toscana e ha avuto il patrocinio del Comune di Firenze e della Regione Toscana.
Gli organizzatori si pongono un obiettivo ambizioso: permettere al cittadino di comprendere meglio alcune dinamiche, trasmettergli il lavoro che c’è alla base di ogni lotta alle ecomafie, renderlo partecipe del processo, creare una grande alleanza con le istituzioni.

L’evento sarà suddiviso in due parti: la mattina, dalle ore 10, studenti delle scuole medie superiori interagiranno con Ettore Squillace Greco, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Livorno, conosceranno le ecomafie, si confronteranno sull’ambiente e sul senso di legalità. Nel pomeriggio le conferenze inizieranno alle ore 16 e saranno aperte a tutti, con interventi brevi nei quali magistrati, giornalisti, attivisti, politici, medici racconteranno e si confronteranno.

Roberto Bartoli, docente di Diritto penale presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Firenze, parlerà delle trasformazioni del fenomeno della criminalità ambientale.

Il magistrato Ettore Squillace Greco parlerà di strategie e strumenti contro i reati ambientali. Le ecomafie non sono più importate dalle altre regioni d’Italia ma nascono e crescono in Toscana, una regione che non è terra di mafia e che, tuttavia, risulta permeabile alle infiltrazioni mafiose.

Don Andrea Bigalli del Comitato regionale toscano di “Libera” discorrerà di ecomafie, numeri alla mano. Quattro i settori più colpiti: rifiuti, cemento, agroalimentare, animali. È la Toscana a “vincere” la maglia nera fra le regioni del centro-nord, collocandosi al sesto posto in Italia. Peggiorano i reati nel traffico illecito di rifiuti, superando anche la Sicilia, e quelli del “mattone selvaggio”.

Seguirà la proiezione di Inferno Atomico, un reportage del giornalista Sandro Ruotolo, dal maggio del 2015 sotto scorta dopo aver ricevuto minacce da Michele Zagaria, boss dei Casalesi, a causa delle sue inchieste sul traffico di rifiuti tossici in Campania. Si parlerà di “Terra dei Fuochi”, origine di morte per ormai 18.067 persone, bambini, donne e uomini di tutte le età affette da cancro.

Vittorio Bugli, assessore alla Presidenza della Regione Toscana, disquisirà sul primo “Rapporto sui fenomeni corruttivi e di criminalità organizzata in Toscana”. Curato dalla Scuola Normale di Pisa e fortemente voluto dalla Regione, ha rappresentato un decisivo salto di qualità nella conoscenza delle attività illegali e di carattere mafioso, uno strumento che restituisce un quadro fenomenologico aggiornato e in evoluzione dell’economia criminale nella nostra Regione.

Patrizia Gentilini, medico oncologo di ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente parlerà di come l’ecomafia uccida ogni giorno, silenziosamente. Ciò che non fa subito notizia sono i milioni di morti causati dall’inquinamento provocato dalle ecomafie e non solo. Muoiono lentamente tra i letti degli ospedali spesso per patologie oncologiche o cardiovascolari. Quello che mangiamo e che respiriamo ha un impatto clinico significativo sul nostro organismo, tanto da far dichiarare all’ONU che «ogni 5 secondi l’inquinamento uccide una persona», più vittime di quante ne possano fare le guerre, le uccisioni, la tubercolosi, l’Aids e la malaria messe insieme.

Sarà infine Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, a intervenire sui metodi usati dall’ecomafia per vincere gli appalti pubblici. Spesso i bandi di gara sono caratterizzati dal meccanismo dell’abito su misura, con l’indicazione sostanzialmente di chi dovrà vincere. A questo aspetto va aggiunto il fatto che il sistema delle proroghe dura da anni e anni. Ci sono operatori ormai consolidati che danno per scontato che un affidamento temporaneo sia diventato un monopolio definitivo. La mafia – dunque – usa imprese già impegnate nel mercato, sfrutta amministratori già inseriti. Lo fa usando l’usura o intrattenendo affari con i soggetti economici.

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