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Economia circolare, migliora il riutilizzo delle scorie dell’acciaio

Foto Scuola Superiore Sant'Anna
Foto Scuola Superiore Sant'Anna

Grazie a un progetto europeo coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna migliora la conoscenza delle scorie del ciclo siderurgico e le possibilità di riutilizzo.

 

Redazione
15 marzo 2024

PISA – L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti il più a lungo possibile. In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che l’oggetto ha esaurito la sua funzione i materiali che lo compongono possono avere una seconda vita generando ulteriore valore. I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare fondato invece sullo schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”.

Valentina Colla (Foto Scuola Superiore Sant'Anna)
Valentina Colla (Foto Scuola Superiore Sant’Anna)

A questo proposito dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa arriva la notizia che si sta avviando a conclusione il progetto europeo iSlag, coordinato dalla ricercatrice Valentina Colla, che ha l’obiettivo di migliorare il riutilizzo delle scorie che derivano dal processo elettrico di produzione dell’acciaio, grazie a una definizione precisa e veloce delle loro caratteristiche e all’esplorazione di nuovi percorsi di riuso, per facilitare l’applicazione di pratiche dette di “simbiosi industriale”, ovvero di interazione tra differenti acciaierie, per massimizzare il riutilizzo di risorse di solito considerate scarti.

Le scorie rappresentano circa il 90 per cento dei sottoprodotti del ciclo siderurgicoSono di diverse tipologie: alcune possono essere destinate alla produzione del cemento, altre utilizzate per purificare l’acqua, altre ancora possono essere sfruttate in forma di sabbia come riempimento per argini, cave in disuso, sottofondi stradali. Lo studio condotto con il progetto europeo iSlag consente di conoscere le caratteristiche e la composizione delle scorie, utilizzando metodi che consentiranno alle aziende di decidere in maniera tempestiva come utilizzarle.

Quando si parla di scorie nel ciclo produttivo dell’acciaio il riferimento va a volumi assai rilevanti che occupano molto spazio nelle aree di stoccaggio, dove spesso si accumulano. Avere uno strumento che consenta di conoscere in anticipo le possibilità di riuso consentirebbe una migliore gestione delle destinazioni e delle movimentazioni all’interno delle aree di lavorazione. Grazie al progetto  sono stati raggiunti risultati significativi, come la messa a punto di dispositivi innovativi per la caratterizzazione delle scorie liquide e solide, strumenti di simulazione e predittivi che consentono di conoscere le caratteristiche e la composizione della scoria che uscirà da un certo ciclo produttivo prima ancora di iniziare la produzione.

I ricercatori del team (Foto Scuola Superiore Sant'Anna)
I ricercatori del team (foto Scuola Superiore Sant’Anna)

 

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