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Elba, raid di motocrossisti in zona di protezione integrale. Cai e Legambiente: ora basta

Elba raid motocrossisti Ambiente_Toscana
Foto dalla pagina Facebook del CAI sottosezione Isola d'Elba

Legambiente Arcipelago Toscano: “Si viene all’Elba quasi sicuri di passarla liscia. Una situazione di impunità non più tollerabile”.

 

Redazione

Motocross nei parchiISOLA D’ELBA (Li) – Gruppi di motocrossisti con le targhe rese illeggibili o rimosse hanno scorrazzato ieri nel cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano all’Isola d’Elba, dentro la zona A di protezione integrale del massiccio del Capanne, devastando sentieri e antiche scalinate di granito e percorrendo a tutto gas habitat protetti dall’Unione Europea. Alcuni escursionisti hanno assistito allibiti alla scena.

La sezione CAI dell’Isola d’Elba è stata la prima a segnalare il raid sulla sua pagina Facebook: “In data odierna alcune moto da cross, senza targa, sono state avvistate sul Monte Capanne, “zona A“ del Parco Nazionale Arcipelago Toscano, nei pressi della Tavola a circa 900 mslm. Il Club Alpino Italiano Isola d’Elba chiede al Parco Nazionale, ai Carabinieri forestali e alla Polizia municipale dei comuni di Marciana e Campo di identificare i responsabili della violazione. Il Club Alpino Italiano Elba chiede inoltre alle autorità competenti di prestare la massima attenzione e maggiori controlli del territorio anche in virtù della gara di motocross che si terrà nelle prossime settimane”.

Una prepotenza intollerabile, tuona Legambiente Arcipelago Toscano, che non sarebbe stata possibile senza la complicità di basisti e guide locali. Oltretutto non è la prima volta: “È evidente che si viene all’Elba quasi sicuri di passarla liscia e di poter fare impunemente in un Parco Nazionale quello che magari in Germania o in Svizzera costerebbe sanzioni molto care, sequestri dei mezzi e provvedimenti giudiziari molto rapidi”.
Qui invece sembra di essere nel Paese di Bengodi dove ognuno fa come gli pare. Fatti del genere vengono sanzionati raramente e, quando succede, con multe ridicole e quasi mai con il sequestro del mezzo e della patente. Insomma, una situazione di impunità di fatto.

“È evidente che a livello nazionale, a cominciare dal ministero della Transizione Ecologica, vanno riviste le sanzioni – aggiunge Legambiente – vanno date linee guida precise per tutte le aree protette e mobilitati i Carabinieri Forestali. Quello che è certo è che questa situazione di impunità non è più tollerabile, ne va della credibilità delle stesse istituzioni che dovrebbero tutelare l’ambiente”.

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