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Eolico e fotovoltaico, l’Ordine Ingegneri Firenze: “Rivedere il Piano Paesaggistico”

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Foto Regione Toscana

Il presidente Fianchisti: “Tutela del territorio ed energie rinnovabili devono andare di pari passo o perderemo la sfida del Pnrr”.

 

FIRENZE – Qualche giorno fa il sindaco di Firenze Dario Nardella ha proposto di rivedere i vincoli paesaggistici e storico-artistici quando si tratta di impianti per produrre energia pulita, visto e considerato che per l’energia siamo dipendenti da altri Paesi e ne stiamo pagando il prezzo. “La Toscana è tra le regioni che ha più vincoli– ha ricordato – e ancor più la provincia di Firenze che è praticamente tutta coperta da vincoli”. L’occasione nasce dalla polemica in corso sulla costruzione di un parco eolico nel Mugello. “Nelle poche zone dove questi vincoli sono superabili – ha aggiunto Nardella – sorgono decine di comitati per il no ogni volta che si propone di realizzare un impianto”.

Nel dibattito sulle pale eoliche in Mugello interviene oggi l’Ordine degli Ingegneri di Firenze con la proposta di rivedere il Piano paesaggistico della Regione. “E’ possibile rendere più semplice la valutazione per la realizzazione di impianti fotovoltaici ed eolici che non deturpino la fisionomia delle nostre città, delle nostre campagne e delle nostre montagne. Bisogna però riscrivere le regole vigenti in merito”. Così il presidente dell’Ordine Giancarlo Fianchisti.
“Penso sia sbagliato – dice Fianchisti – mettere in contrapposizione energie rinnovabili e tutela del paesaggio. Spesso è possibile trovare un punto di incontro altrimenti è molto difficile riuscire a vincere la sfida rappresentata dal Pnrr nei nostri territori”.

“In Italia – conclude il presidente dell’Ordine degli Ingegneri – c’è la tendenza ad affastellare norme su norme, spesso senza che gli enti competenti si parlino tra loro. Ed è vero che il territorio della provincia di Firenze, come ha ricordato il sindaco Nardella, è coperto interamente o quasi da vincoli paesaggistici e storico-artistici. Ma come Ordine degli Ingegneri riteniamo indispensabile chiarezza e coerenza fra le tante disposizioni normative. Ad esempio si potrebbe iniziare rivedendo il Piano paesaggistico della Regione: nessun stravolgimento, ma una messa a punto dopo 7 anni sicuramente servirebbe”.

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