Carlo Triarico dell’Associazione Biodinamica: “L’agricoltura è un atto creativo, etico e collettivo, capace di generare relazioni, cultura e resilienza”.
Redazione
29 novembre 2025
FIRENZE – Il 28 e il 29 novembre Firenze ha ospitato in diverse sedi il convegno Agricoltura come arte sociale promosso dall’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica. L’evento ha riunito le principali organizzazioni italiane attive nei settori dell’agricoltura, dell’ambiente e del cibo, per dare vita a un confronto aperto sulle prospettive di una transizione ecologica e culturale nell’ambito della bioagricoltura con l’obiettivo di ridare centralità alla terra e a chi la coltiva.
Il convegno ha proposto una visione trasformativa e multicentrica della bioagricoltura. “L’azienda agricola è concepita come un organismo vivente, in relazione costante con il territorio e la comunità – ha detto Carlo Triarico, presidente dell’Associazione italiana per l’Agricoltura Biodinamica. – L’agricoltura diventa così arte sociale: un atto creativo, etico e collettivo, capace di generare relazioni, cultura e resilienza”.
Un approccio che vuole superare la logica produttivista e centralizzata per promuovere un modello circolare di scambio di competenze e tecniche. Le pratiche agricole diventano così strumenti di trasformazione sociale e la chiusura del ciclo aziendale, con l’autoproduzione di sementi, compost e mezzi tecnici, rafforza l’autonomia e valorizza le risorse locali. In questo contesto, i biodistretti emergono come modelli virtuosi di collaborazione tra agricoltura e comunità.
Il programma ha visto venerdì 28 novembre un pre-convegno dal titolo Antroposofia e conoscenza della natura. Il 29 novembre si è aperto invece con una tavola rotonda dedicata alla ricerca scientifica in bioagricoltura nel nostro Paese. “Insieme a tanti amici di importanti istituzioni poniamo la questione alimentare come questione sociale urgente – ha aggiunto Triarico – con una rivoluzione di prospettiva, quella contadina e artigiana, per la democrazia del cibo, dove solidarietà, equità e giusto prezzo restituiscano dignità al lavoro agricolo e promuovano sovranità alimentare e accesso all’alimentazione buona e sana per tutti. La bioagricoltura è al centro di questo processo e definisce l’agricoltura tutta come sociale, fondata sulla cura, la responsabilità e la co-creazione”.
La seconda tavola rotonda del 29 novembre ha riguardato lo sviluppo di laboratori viventi agroecologici dove la ricerca si intreccia con l’esperienza concreta delle aziende agricole e con progetti innovativi, come quello sull’utilizzo circolare delle matrici vegetali. Il pomeriggio del 29 novembre è stato dedicato ad associazioni e biodistretti che hanno messo in luce il ruolo dell’agricoltura come bene comune. E’ seguita la tavola rotonda La terra comune nei territori bio, un confronto che ha visto intrecciate politica, spiritualità e pratiche agricole.
La giornata conclusiva, domenica 30 novembre, è dedicata alle tecniche e ricerche con esperienze concrete di viticoltura biologica e tecniche rigenerative. Il 3 dicembre l’Associazione tornerà al Parlamento europeo dopo aver promosso la Dichiarazione di Bruxelles sui diritti alimentari, oggi sostenuta da decine di enti e parlamentari. L’appuntamento segnerà l’avvio di un tour europeo dedicato alla difesa del valore spirituale degli alimenti. Da Bruxelles partirà così una carovana di iniziative nelle città europee in un momento cruciale per il futuro dell’agricoltura in Europa.


















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