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Greve in Chianti Comune amico delle rondini, un’ordinanza vieta di distruggere i nidi

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Oltre a essere protetti dalla legge nazionale questi uccelli sono grandi divoratori di mosche e zanzare. I trasgressori rischiano sanzioni fino a 500 euro.

 

Redazione
24 aprile 2026

L'assessora all'Ambiente Monica Toniazzi
L’assessora all’Ambiente Monica Toniazzi

GREVE IN CHIANTI (Fi) – Greve in Chianti si conferma città amica delle rondini. È in vigore anche quest’anno l’ordinanza che vieta a chiunque di distruggere, rimuovere o danneggiare i nidi di rondine, rondone e balestruccio e impone anche di provvedere alla loro protezione.

Proprio in questo periodo le rondini sono tornate anche in Toscana dove nidificano, si riproducono e verso l’inizio dell’autunno si radunano per spostarsi poi nei luoghi caldi dell’Africa, dell’India, della Cina, delle Filippine. Un ciclo continuo che con il passare del tempo si è però sempre più ridotto. Capita spesso che questi uccelli, rientrando nel luogo dove hanno fatto il nido l’anno precedente, trovino i loro nidi distrutti o rimossi.

È per questo motivo che il Comune di Greve ha ritenuto opportuno lanciare il suo appello. “Con l’arrivo della primavera proviamo ad alzare lo sguardo verso il cielo e ammiriamo le rondini, i rondoni, i balestrucci, riflettendo sul valore ambientale di questi splendidi volatili, minacciato dall’insofferenza e dall’intolleranza di alcuni. Sono uccelli tutelati da normative nazionali come specie protette”. È l’invito che l’assessora all’Ambiente Monica Toniazzi rivolge alla cittadinanza.

L’obiettivo dell’appello è garantire la protezione dei nidi soprattutto nella fase iniziale della loro costruzione. È fondamentale che rondini, rondoni e balestrucci, uccelli insettivori, non vengano disturbati e i loro nidi non siano abbattuti poiché garantiscono un controllo naturale degli insetti molesti come mosche e zanzare (una coppia nella stagione riproduttiva è in grado di catturarne circa 20.000 al giorno). La loro presenza è strategica anche perché agisce come indicatore della salute ambientale di una zona, urbana o di campagna.

Si ricorda che i nidi, soprattutto se occupati o in fase di costruzione, – aggiunge Monica Toniazzi – sono protetti dalla legge e non possono essere rimossi o danneggiati. Distruggere un nido significa compromettere il ciclo vitale di specie utili e simbolo della bella stagione”.

Previste sanzioni per chi trasgredisce a queste indicazioni: chi viola le disposizioni contenute nel provvedimento dell’amministrazione comunale incorre infatti in sanzioni amministrative fino a un massimo di 500 euro.