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I presidi appaltano a ENI l’educazione ambientale a scuola, Zero Waste Italy: indecente

Foto da Centro di Ricerca Rifiuti Zero Capannori
Foto da Centro di Ricerca Rifiuti Zero Capannori
Associazione Nazionale Presidi affida a ENI formazione su sostenibilità e cambiamento climatico. Rossano Ercolini: “Come chiamare una volpe a promuovere il rispetto delle galline”.

 

di Gabriella Congedo

CAPANNORI (Lu) – Chiamare ENI a svolgere il ruolo di “formatore scolastico” su temi come cambiamenti climatici, efficienza energetica, rifiuti e bonifiche ambientali è come “chiamare una volpe a promuovere il rispetto delle galline”. Non usa giri di parole Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy e del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori nonché insegnante di scuola primaria.

La dura presa di posizione si riferisce alla notizia che l’ANP (Associazione Nazionale Presidi) ha affidato un programma di formazione dei docenti delle scuole italiane sui temi della sostenibilità ambientale al colosso degli idrocarburi ENI. I seminari riguarderanno appunto il cambiamento climatico, l’efficienza energetica, i rifiuti e le bonifiche ambientali.

La scelta a molti non è sembrata felicissima e ha già suscitato un coro di critiche, da Legambiente a Greenpeace, da Kyoto Club a Teachers for Future. “ENI è in parte responsabile del modello energetico ed economico che ha portato ai livelli di estrema criticità denunciati ultimamente dalla “generazione Greta” – affonda Ercolini – Sarebbe paradossale e indecente consegnare a quest’azienda la delicatissima funzione di formare le nuove generazioni e i loro docenti al rispetto dell’ambiente”.

Non sembra essere dei migliori neanche il momento scelto per divulgare la notizia visto che pochi giorni fa, il 15 gennaio, il Garante della Concorrenza ha condannato ENI al pagamento di una multa di 5 milioni di euro in merito alla campagna “ENIdiesel+” che è andata avanti per tre anni, dal 2016 al 2019. La decisione riguarda il messaggio, oggi dichiarato ingannevole, di un diesel bio, green e rinnovabile, che «riduce le emissioni gassose fino al 40%». Vanti ambientali che il Garante ha giudicato infondati.

Un’altra responsabilità di ENI, aggiunge Ercolini, sarebbe “una massiccia e falsante campagna di marketing inneggiante ai “biocarburanti” dalla gassificazione dei rifiuti plastici e del Combustibile Solido Secondario (CSS) che notoriamente sono di derivazione petrolifera, includendo tale operazione all’interno di una spregiudicata quanto mistificante campagna a favore dell’economia circolare”.

Per questi motivi Zero Waste Italy chiede la revoca immediata di questa decisione e il ricorso a “procedure trasparenti e condivise per selezionare il personale incaricato di formare gli studenti”. “Se non ci dovesse essere un passo indietro dei presidi – conclude Ercolini – Zero Waste Italy si riserva di convocare a livello nazionale mobilitazioni adeguate affinché questa improvvida iniziativa venga cancellata”.

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