Agricoltura

La Camera dà il via libera ai nuovi OGM, proteste dal mondo bio

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Sdoganata la sperimentazione in campo delle nuove varietà vegetali biotech. Aiab, Assobio e FederBio: “A rischio agricoltura biologica e Made in Italy”. 

 

13 giugno 2023

Si chiamano TEA (Tecniche di evoluzione assistita), conosciute anche come NGT (New Genomic Techinique) ma sempre Ogm sono. La notizia del via libera alle sperimentazioni in campo dei nuovi Ogm tramite un emendamento approvato dal Senato e confermato dal voto di fiducia alla Camera giovedì scorso ha messo in subbuglio il mondo del biologico.
 Una decisione che scavalca la normativa in vigore che vieta la sperimentazione in campo degli Ogm. Una scorciatoia inaccettabile che priva i consumatori di informazioni trasparenti su quello che acquistano” tuonano le principali associazioni del mondo del biologico – Aiab, Assobio e FederBio.

La ratio della norma approvata è definire i prodotti delle Ngt/Tea non equiparabili agli Ogm ma assimilabili a varietà derivate da mutazioni naturali o selezioni tradizionali. Un’interpretazione che farebbe rientrare dalla finestra quanto fatto uscire dalla porta. Le Tea, infatti, sono tecniche di manipolazione genetica che intervenendo su punti specifici del Dna riescono a esaltare le proprietà desiderate.

Al momento la stessa Corte di Giustizia europea, spiegano le associazioni, ha ribadito che le Ngt non possono essere considerate fuori dal perimetro della Direttiva 2001/18, che definisce e regola gli Ogm. Ha chiesto che vengano sottoposte alle stesse procedure per l’approvazione delle varietà destinate alla coltivazione e delle sperimentazioni in campo aperto. Ha obbligato a valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura.

Il governo e il Parlamento italiano stanno di fatto puntando alla deregolamentazione del settore considerando le Ngt assimilabili alle varietà tradizionali. In altre parole, con questa impostazione si punta all’obiettivo di coltivare i nuovi prodotti senza sottostare a nessuna regola o limitazione”, denunciano Aiab, Assobio, FederBio. “La prima vittima sarebbe l’agricoltura biologica, visto che si pregiudica uno degli aspetti fondamentali del metodo bio che esclude le Ngt dal processo produttivo. Al tempo stesso i consumatori non sarebbero più in condizioni di poter scegliere cosa mettere sulla loro tavola e potrebbero trovarsi a comprare prodotti contenenti modificazioni genetiche senza neanche saperlo”.

Le associazioni biologiche chiedono che il via libera sulle Ngt sia preceduto da un’attenta valutazione del rischio e soprattutto vengano elaborati metodi e strategie per identificare i prodotti derivanti dalle Ngt affinché si possano attivare i necessari controlli. “È fondamentale per garantire tracciabilità e trasparenza e dare quindi ai cittadini la possibilità di fare acquisti consapevoli e agli agricoltori di scegliere il metodo di produzione. Sappiamo con certezza che le sementi convenzionali Ogm possono trasferire le loro caratteristiche di campo in campo dando luogo a contaminazioni accidentali. Finora il biologico è stato tutelato: da oggi in poi potrebbe non esserlo più”, concludono Aiab, Assobio e FederBio.

Infine – precisano le associazioni biologiche – si tratta di un voto che contrasta totalmente con la protezione dell’agricoltura Made in Italy equiparando di fatto l’agricoltura di qualità e la tipicità italiana alle distese agricole iper industrializzate del Nord Europa e degli Usa.

Fonte: Cambia la Terra