Agricoltura

Vigneti toscani liberi da erbicidi grazie al trifoglio sotterraneo e alla seminatrice anti-infestanti

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Foto Coldiretti Toscana

Presentati a Volterra i risultati di un progetto pilota coordinato da Coldiretti per il controllo naturale delle erbe infestanti. Coinvolte le università di Pisa e Firenze.

 

Redazione
26 maggio 2023

 VOLTERRA (Pi) – Controllare le erbe infestanti nei vigneti senza ricorrere alla chimica ma imitando la natura. A fornire alcune strategie green, sostenibili e virtuose alla viticoltura toscana sono i primi risultati del progetto sperimentale Ioconcivtecniche e sistemi per il controllo non chimico della flora infestante – promosso da un gruppo operativo coordinato da Coldiretti Toscana e finanziato con la misura 16.1 e 16.2 del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Toscana.

La sperimentazione è durata tre anni e ha coinvolto alcune aziende agricole toscane, l’Università di Firenze e il Centro di ricerche agro-ambientali ‘Enrico Avanzi’ dell’Università di Pisa. Gli obiettivi: controllare la flora infestante nei vigneti che ostacola le operazioni colturali, migliorare le qualità delle uve, aumentare la fertilità dei terreni, azzerare l’impiego di erbicidi, abbassare i costi di produzione e tempi di lavorazione e ridurre le emissioni in atmosfera di CO2 dovute all’impiego di trattori.
I primi risultati sono stati anticipati martedì 23 maggio durante un convegno alla Tenuta Monte Rosola di Volterra, partner del progetto.

I risultati della sperimentazione

La sperimentazione ha dimostrato che l’inerbimento del filare con il trifoglio sotterraneo, che ha la caratteristica di auto-riseminarsi anno dopo anno, contrasta lo sviluppo delle piante infestanti come l’avena e il loietto in maniera graduale e progressiva portando notevoli benefici per la salute del terreno grazie alla riduzione delle lavorazioni meccaniche e alla salvaguardia dell’ambiente.

Tra i risultati ottenuti, e illustrati nel dettaglio dal pool di tecnici ed esperti, ci sono l’incremento della biodiversità, l’aumento degli assorbimenti di CO2 e la contestuale riduzione delle emissioni di gas serra, il contrasto all’erosione del terreno e il parziale abbattimento dei costi. Per le lavorazioni del terreno tra i filari e la distribuzione del seme per favorire l’inerbimento naturale è stata progettata appositamente e messa a punto dal Centro Enrico Avanzi dell’Università di Pisa, sulla base dell’esperienza e delle esigenze dei viticoltori, un prototipo di seminatrice anti-infestanti. La seminatrice ha una doppia finalità: lavorare il terreno e distribuire, nello stesso momento, nell’interfila e nel sottofila della vite le essenze selezionate.

Sono stati anche presentati, in anteprima, i risultati incoraggianti dell’impiego in un vigneto pilota toscano di un erbicida a base di acido pelargonico, un diserbante naturale attualmente in fase di autorizzazione a livello europeo.

Fonte: Coldiretti Toscana

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  • Progetto di notevole interesse ma purtroppo viene divulgato poco e generalmente rimane nei cassetto. Questo è accaduto anni fa a Faenza (Ra). Il Prof. Rombola’ imposto una prova di inserimento in un vigneto di Sangiovese, a cordone spronato, e lascio l’erba lunga sotto il filare come coadiuvante nella difesa antiperonosporica. Nell’incontro dove espose la sua prova eravamo quattro gatti. I tecnici delle varie cooperative vitivinicole erano assenti. Erano,come disse uno,troppo impegnati a fare le pratiche per la ristrutturazione dei vigneti. Ricordo che in quella occasione parlò di impostare una prova con il trifoglio sotterraneo. Purtroppo per problemi personali non ho saputo più nulla. Per quanto riguarda l’acido pelargonico devo dire che va bene, l’ ho provato, anche se ha un costo maggiore ma a mio avviso il diserbo sottolinea nel vigneto non va fatto,a maggior ragione se è irritato. Saluti e auguri di buon lavoro. Cordialità Luigi