Opinioni

La Lipu dice NO alla falconeria, una pratica diseducativa e anacronistica

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La cosiddetta “nobile arte” umilia un uccello simbolo di fierezza e libertà e non di rado è collegata con il bracconaggio illegale.

 

di Daniela Burrini, delegata sezione Lipu Firenze
5 gennaio 2024

Gheppio (Falco tinnunculus) - foto di Daniela Burrini)
Gheppio (Falco tinnunculus) – foto di Daniela Burrini)

L’occasione per ribadire questa netta posizione è data dall’evento che si è svolto per il terzo anno a Castellina in Chianti alla presenza di decine di falconieri e addestratori provenienti da varie nazioni dell’Europa dell’est (Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia, Romania), al quale la Regione Toscana ha dato il patrocinio.
Nella riserva faunistico- venatoria di Rocca delle Macie è stata celebrata la “nobile arte” della falconeria come “espressione del rapporto uomo- natura” con “l’obiettivo di ristabilire un equilibrio naturale dell’ecosistema e così preservare e arricchire la biodiversità del territorio” (dalla rivista on line InToscana del 6 dicembre 2023) e oggetto di un servizio andato in onda su Tg3 Toscana.

I falconieri spacciano senza pudore la così detta arte per un’attività che ristabilirebbe un equilibrio naturale nell’ecosistema in quanto i falconidi catturerebbero uccelli potenzialmente dannosi per l’agricoltura. Questo ruolo di allontanamento mediante predazione può essere svolto solo dai rapaci liberi che in un ambiente agricolo ben bilanciato sono sicuramente presenti con continuità, mentre l’occasionale attività di falconeria come azione surrogata per scacciare uccelli “problematici”, siano essi storni e piccioni nelle campagne e nelle città o gabbiani nelle aree aeroportuali, non corrisponde alla realtà dei fatti.

Per comprendere meglio può essere utile l’esempio del leone nella savana che convive con le gazzelle, le quali scappano e si nascondono quando il leone è a caccia ma restano nello stesso territorio in una dinamica ecologica di predatore e preda. Nello specifico abbiamo l’esempio di piazza del Duomo a Firenze: la cupola ospita da anni una coppia di Falco pellegrino che vi si riproduce ma i piccioni sono presenti normalmente!

La falconeria quindi non funziona come modalità per allontanare specie di uccelli indesiderati come molti – privati o enti pubblici – hanno sperimentato. Di contro la falconeria è un’attività venatoria che utilizza i rapaci riprodotti in cattività, ma anche catturati in natura frutto di bracconaggio illegale e addestrati dall’uomo in modo del tutto innaturale basato sul ricatto alimentare e senza che si instauri un rapporto affettivo del tipo di quello con il cane.

Le numerose, purtroppo, esibizioni di falconeria in occasione di manifestazioni varie non sono affatto educative. I falconidi sono meravigliosi uccelli che volano in alto nel cielo sfruttando le correnti d’aria, sono simbolo di fierezza e libertà. Osservarli ridotti a vivere in gabbia e durante le esibizioni stare legati a un filo e accecati dai cappucci che sono tolti soltanto durante i lanci controllati dal falconiere è di una tristezza infinita. Di più, talvolta sono in mostra anche i rapaci notturni per i quali si aggiunge la innaturale forzatura, meglio dire tortura, di vivere di giorno legati a un trespolo.

Alla LIPU i rapaci piacciono liberi, per molti motivi. Dal punto di vista etico è molto meglio prendere un binocolo e andare a fare “birdwatching” per osservare i rapaci liberi nel loro habitat, mentre volano nel cielo o effettuano incredibili picchiate. Per la tutela della biodiversità, sancita da leggi nazionali e trattati internazionali, poiché ancora oggi le uova e gli adulti dei rapaci (che sono specie protette) vengono rubate in natura per essere destinate a commerci, anche clandestini e illegali.

Ancora, poiché spesso capita che i rapaci dei falconieri scappino – perché come già ricordato non sviluppano alcun rapporto affettivo con il “padrone”- e considerando che negli allevamenti vengono prodotti individui ibridi tra specie diverse, questo può causare inquinamento genetico nel caso un rapace di falconeria si dovesse accoppiare con uno selvatico. In altri episodi, infine, come accaduto in provincia di Arezzo, i rapaci dei falconieri fuggiti mostrano comportamenti anomali e possono essere aggressivi con le persone (determinando un problema di sicurezza pubblica) poiché l’allevamento in cattività e a contatto con l’uomo può sviluppare un imprinting alterato.

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