Ecosistema

Monitoraggio Goletta Verde in Toscana, nove i punti inquinati

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Cariche batteriche elevate il 9 casi su 20. L’associazione: spesso i bagnanti non ne sono a conoscenza, nessun cartello informativo sulla qualità delle acque.

 

Sette punti fortemente inquinati, due inquinati e nessun cartello informativo sulla qualità delle acque. Legambiente ha presentato stamattina i risultati del monitoraggio svolto in Toscana dai tecnici di Goletta Verde, la storica campagna estiva dedicata allo stato di salute delle coste e delle acque italiane.

Venti i punti monitorati in Toscana, per lo più foci di fiumi e torrenti e piccoli canali, scelti in base al rischio “presunto” di inquinamento. Di questi, sette sono risultati fortemente inquinati e due inquinati. Le cause, spiega l’associazione, sono da ricercare nella cattiva depurazione e nella presenza di scarichi illegali. Maglia nera per le foci del torrente Lavello, dei fiumi Brugiano e Gora, dei fossi Motrone, dell’Abate, Mola e infine della Madonnina, a Portoferraio (Isola d’Elba) le cui cariche batteriche sono risultate oltre i limiti di legge.

“Quella della scarsa o assente depurazione è diventata ormai un’emergenza che qualche mese fa è costata all’Italia un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia – è l’amaro commento di Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde – Senza contare che con i soldi impiegati per pagare le multe della UE al nostro Paese potremmo potenziare il nostro sistema depurativo attraverso progetti innovativi a difesa della salute del mare e dei cittadini”.

Le analisi di Goletta Verde in dettaglio

In Toscana il monitoraggio di Legambiente è stato eseguito il 29 e 30 luglio. I tecnici lavorano a bordo di un laboratorio mobile attrezzato che anticipa il viaggio dell’imbarcazione.
I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli). Vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

In provincia di Massa Carrara, entrambi i campionamenti effettuati hanno dato un giudizio di “fortemente inquinato”: la foce del torrente Lavello, in località Partaccia, a Massa, e la foce del fiume Brugiano, tra la Partaccia e i Ronchi.
Due i punti monitorati in provincia di Lucca, entrambi “fortemente inquinati”: a Pietrasanta, in località La Focetta, alla foce del fosso Motrone, e a Viareggio, in località Lido Camaiore, alla foce del fosso dell’Abate.

Nella provincia di Livorno i campionamenti hanno dato un giudizio di “inquinato” a Piombino, in località Marina di Salivoli, allo scarico in via Salivoli, mentre quelli effettuati tra Livorno e Pisa, alla foce del canale Scolmatore, e tra Bibbona e Castagneto Carducci, a Marina di Bibbona, sulla spiaggia di fronte al fosso Camilla, sono risultati “entro i limiti”.
Su nove prelievi effettuati in provincia di Grosseto soltanto uno è risultato “fortemente inquinato”, ovvero a Follonica, alla foce del fiume Gora.

All’Isola d’Elba, su quattro punti campionati, uno è risultato “fortemente inquinato”, a Portoferraio, in località Punta della Renna, in corrispondenza del fosso della Madonnina (confermando i recenti dati di Arpat); due sono risultati “inquinati”: a Capoliveri, alla foce del fosso di Mola/Fossone centrale, e a Marciana Marina, al Moletto del Pesce, confermando, pur con qualche miglioramento, i dati degli anni precedenti.

“Sebbene la situazione in Toscana sia prevalentemente positiva si riscontrano comunque cariche batteriche elevate in nove casi su venti, laddove le analisi microbiologiche mostrano porzioni di litorale a rischio a causa di fogne non depurate o carenze depurative – dichiara Umberto Mazzantini, responsabile mare Legambiente Toscana e responsabile nazionale Isole Minori Legambiente – Tutto ciò molto spesso senza che i bagnanti ne siano a conoscenza, visto che soltanto in sei casi, peraltro giudicati “fortemente inquinati”, ovvero alle foci del torrente Lavello, dei fiumi Brugiano e Gora, del fosso Motrone, e allo scarico in via Salivoli a Marina di Salivoli, i tecnici hanno trovato cartelli col divieto di balneazione. Invece in nessuno dei punti monitorati sono stati notati cartelli informativi rivolti ai cittadini sulla qualità delle acque, nonostante siano obbligatori per legge ormai da anni per i Comuni”.

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