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Mufloni dell’Elba, gli animalisti: “La Regione eviti lo sterminio”

Mufloni_Elba
Alessandro Torlai (Irriducibili Liberazione Animale): “Possibili soluzioni non cruente, dal trasferimento in terreni del demanio regionale alle sterilizzazioni programmate”.

 

ISOLA D’ELBA (Li) – Evitare lo sterminio dei mufloni che vivono all’Isola d’Elba è possibile, basta individuare un luogo adatto ad ospitarli. L’associazione Irriducibili Liberazione Animali scende in campo per voce del suo presidente Alessandro Torlai e lancia un appello al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

“Nel 2017 sono venuto a conoscenza del progetto sullo sterminio dei mufloni presenti nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano – spiega Torlai – L’eradicazione, obiettivo finale del Parco, è consentita per legge in quanto i mufloni sono stati introdotti sull’isola decine di anni fa dai cacciatori. Sappiamo bene che gli animali introdotti in ambienti diversi da quelli di origine portano squilibri, ma questo non giustifica che la soluzione debba essere per forza l’abbattimento e la cattura per consentire ai cacciatori di divertirsi, dato che il mufloni catturati vengono trasferiti nelle Aziende faunistico venatorie”.

L’associazione Irriducibili Liberazione Animali aveva ottenuto circa un anno fa dal Parco il permesso di trasferire alcuni mufloni, avviando a questo scopo una raccolta fondi. Ma il progetto è ancora al punto di partenza perché sono saltati gli accordi con la ditta che doveva occuparsi delle catture. E “dalla Regione – aggiunge Torlai – non sono arrivate soluzioni né aiuti. Quello che ci stupisce ogni volta che affrontiamo situazioni simili è perché non si riesca a pensare e agire diversamente. Di sicuro con gli abbattimenti, oltre a far girare parecchi soldi, si accontentano i cacciatori che da qualcuno sono considerati un serbatoio di voti. Ma anche noi votiamo e il nostro modo di affrontare queste situazioni è condiviso da molti”.

Una soluzione che non faccia ricorso al fucile ci sarebbe, ma richiede la collaborazione sia della Regione Toscana che del Parco dell’Arcipelago toscano. “Sappiamo che esistono terreni demaniali regionali e, con qualche fondo che crediamo la Regione possa mettere a disposizione e con quello che stiamo raccogliendo noi, si può arrivare a soluzioni non cruente, e anche le sterilizzazioni potrebbero essere prese in considerazione. Ci auguriamo che dopo un periodo di stallo si possa arrivare a una soluzione che rispetti la vita dei mufloni”.

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