Attualità

MultiUtility Toscana, l’Antitrust mette in luce alcune possibili negatività

La sede dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a Roma.
La sede dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a Roma.

Per l’Antitrust “nessuno dei soci pubblici sarà in grado di esercitare da solo poteri di controllo su Alia-Multiutility fino alla costituzione di HoldCo”.

 

di Marcello Bartoli
20 ottobre 2023

Come noto la Multiutility rappresenta la società sbocciata a gennaio dalla fusione per incorporazione in Alia di Acqua toscana, Consiag e Publiservizi per riunire sotto un’unica regia la gestione dei servizi pubblici toscani. Dopo che nei mesi scorsi la Cgil Toscana si era dichiarata contraria all’operazione anche la Corte dei Conti aveva messo in discussione il progetto di società entrando nel merito della titolarità dei beni demaniali, ma da Alia avevano fatto prontamente sapere che “la titolarità dei beni demaniali e delle reti idriche resterà in mano pubblica”.

Circa un mese fa il vertice del Pd toscano ha deciso di sospendere l’idea della quotazione in borsa della Multiutility, in coordinamento con i sindaci dei tre Comuni soci di maggioranza: Dario Nardella per Firenze, Matteo Biffoni per Prato e Brenda Barnini per Empoli. “La collocazione in Borsa diventa comunque fondamentale – ha dichiarato qualche giorno fa il presidente della Regione Eugenio Gianie mi è piaciuta molto la posizione del sindaco di Scandicci, Fallani, che parla di azionariato diffuso: può essere un passaggio interessante”.

Intanto da Empoli giunge la notizia che l’indizione del referendum abrogativo sulla delibera del Consiglio comunale del 18 ottobre 2022 che ha approvato l’operazione Multiutility non potrà avvenire prima del 2025. Il Comune ha fatto sapere che “non è ormai possibile indire il referendum nel 2023 in quanto non sono state depositate le 3.550 firme richieste per l’indizione dello stesso nei termini previsti dal vigente regolamento” e che se anche alla scadenza fossero state depositate il referendum “non potrà tenersi nel 2024 poiché le disposizioni regolamentari non consentono lo svolgimento di consultazioni referendarie nell’anno in cui si tengono le elezioni comunali”.

L’Antitrust, dopo l’esame dell’operazione Multiutility Toscana, ha nel frattempo rilasciato il proprio parere, sottolineando come “nessuno dei soci pubblici sarà in grado di esercitare da solo poteri di controllo su Alia-Multiutility fino alla costituzione di HoldCo. Successivamente HoldCo, e indirettamente Alia-Multiutility, saranno soggette a controllo esclusivo negativo del Comune di Firenze”.

Per il coordinamento delle associazioni No Multiutility si tratta di una mera operazione finanziaria in cui solo Alia è una società operativa mentre le altre, essendo delle holding finanziarie, sono estranee alle regole del mercato e della concorrenza e quindi al giudizio dell’Antitrust: “Ci viene detto che non si è realizzata alcuna concentrazione potenzialmente distorsiva di tali regole ma possibile che i sindaci non si siano resi conto di essersi consegnati a Firenze e di esserne diventati vassalli?” 

Le associazioni sottolineano inoltre che “dal documento dell’Antitrust scopriamo che esiste il “patto Te”, antecedente la stessa costituzione della Multiutility, con il quale gli amministratori di Alia concedono a Italgas un diritto di opzione d’acquisto su tutte le azioni di Toscana Energia che erano detenute dal Comune di Firenze e che non erano ancora state conferite in Alia”. Il provvedimento Antitrust del 17 gennaio 2023

Tags