Tra i requisiti spicca la soglia dei 200 ettari ma c’è un dettaglio importante: l’estensione si può raggiungere unendo i fondi dei proprietari confinanti.
Redazione
4 ottobre 2026
Con la pubblicazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio della Regione Toscana (PFVR), approvato con la deliberazione n. 62 del 30 luglio 2026, si apre la finestra per i proprietari e conduttori di fondi rustici che desiderano sottrarre i propri terreni all’attività venatoria. Il termine perentorio per presentare domanda è il 30 ottobre 2026.
L’unione fa la forza: 200 ettari raggiungibili insieme ai vicini
Il criterio centrale stabilito dall’Allegato 2 del PFVR (par. 2.4.1) richiede che le superfici destinate alla tutela della fauna abbiano un’estensione minima di 200 ettari accorpati.
Il dettaglio più importante riguarda la modalità di raggiungimento di questa soglia: la normativa prevede espressamente che l’estensione minima possa essere ottenuta con il concorso di più proprietari e conduttori di fondi confinanti. Non è quindi necessario possedere da soli un’estensione così vasta: basta fare rete con i propri vicini di casa o di terreno.
Per procedere in modo aggregato:
– Domanda individuale: ogni singolo proprietario o conduttore confinante deve inviare la propria richiesta.
– Collegamento online: all’interno del modulo telematico della Regione Toscana è integrata un’apposita funzione che permette di collegare direttamente le domande tra proprietari confinanti, creando così l’accorpamento unico richiesto dalla legge.
(In alternativa, il divieto può essere richiesto per terreni ospitanti programmi sperimentali di allevamento e coltivazione finanziati con fondi pubblici per la ricerca).
Come presentare la domanda
Nonostante il paletto dei 200 ettari esperti del settore come Fabio Cianchi (già responsabile delle oasi WWF della Maremma e presidente dell’associazione Occhio in Oasi) consigliano di presentare comunque l’istanza anche se non si raggiunge tale dimensione, ravvisando possibili profili di illegittimità nella norma regionale.
Ai sensi della L.R. 3/94 (art. 25, mod. dalla L.R. 12/2026) le domande vanno inviate esclusivamente online entro il 30 ottobre 2026:
1) Accedere con SPID, CIE o CNS al portale: servizi.toscana.it/RT/formulari-generici/.
2) Cliccare su “CREA NUOVA RICHIESTA”.
3) Cercare il formulario “Richiesta di divieto di caccia nel proprio fondo rustico (art. 25 L.R. 3/94)” (digitando “caccia” nel motore di ricerca).
4) Compilare il modulo, allegare i documenti richiesti e versare la marca da bollo statale da 16,00 euro direttamente tramite la procedura online.
La struttura regionale competente comunicherà l’esito della richiesta entro 60 giorni dal ricevimento.



















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