Agricoltura Prodotti

La Toscana investe sulle varietà a rischio estinzione

B. Bimbi "Pesche e albicocche", Villa medicea Poggio a Caiano
B. Bimbi "Pesche e albicocche", Villa medicea Poggio a Caiano

Di agrobiodiversità si parlerà in un seminario ad Alberese (GR) il 9 e 10 novembre. Le migliori esperienze europee e quella toscana a confronto. I Coltivatori custodi e le Banche del germoplasma.

ALBERESE (GR) – Rischiavano l’estinzione. Oggi possono rappresentare nuove occasioni di sviluppo per l’agricoltura toscana. Sono oltre 700 su un totale di 871 le varietà di frutta, ortaggi, cereali, foraggi “autoctoni” e di razze animali della Toscana che rischiavano di scomparire e che sono state mantenute in vita grazie al sistema di salvaguardia della biodiversità agricola della Regione Toscana basato sulla sapiente azione dei Coltivatori Custodi e sulle “Banche del Germoplasma”.

Adesso la Regione si sta attivando per verificare la possibilità di reimmettere queste varietà, o almeno alcune di esse, in un circuito produttivo. E a questo scopo ha organizzato un confronto su scala europea delle migliori esperienze sul campo. Il seminario, che si terrà alla Tenuta di Alberese (Grosseto) il 9 e 10 novembre, permetterà di conoscere da vicino i casi concreti di valorizzazione delle agrobiodiversità a livello europeo. In particolare saranno messe al centro del workshop le esperienze che abbiano attinenza con il contesto toscano e che si prestino a una possibile applicazione nel nostro territorio, con un focus su quei prodotti che potrebbero apportare un contributo sostanziale alla salute, al benessere e alla qualità di vita. Si parlerà anche di agrobiodiversità come risorsa utile per sviluppare un’agricoltura in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici e alla carenza di acqua.

Che cos’è l’agrobiodiversità
L’ agrobiodiversità è un sottoinsieme del più grande tema della “biodiversità” e riguarda in modo specifico le varietà vegetali e le razze animali coltivate o allevate e il territorio ad esse legato. Un tema venuto alla ribalta perché la diversità è stata messa a rischio dall’industrializzazione dell’agricoltura. La spinta alla massima produttività delle colture ha richiesto la selezione e la diffusione di cultivar uniformi e standardizzate sia a livello di sementi che del metodo di coltivazione. Il lavoro su questo tema è cominciato in Toscana nel 1997 con una specifica legge regionale (la L.R. 50/97) sulla tutela delle risorse genetiche autoctone locali, che nel 2004 è stata modificata e sostituita dalla LR 64/2004 su “Tutela e valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale“, legge per la quale la Regione Toscana ha ricevuto nel 2010 una Menzione d’Onore dal World Future Council (fondazione impegnata sul fronte dell’individuazione e sostegno alle migliori politiche sostenibili e rispettose dei diritti universali).

La Toscana e la conservazione delle sue risorse genetiche
Attualmente sono iscritte al repertorio della Regione Toscana 871 risorse genetiche: 576 di specie legnose e da frutto, 133 erbacee, 114 specie ornamentali e da fiore, 25 di interesse forestale. Infine 23 risorse genetiche animali. Di queste 871, ben 745 sono considerate a rischio di estinzione. Per mantenerle in vita, da 20 anni esiste una rete regionale di protezione formata da quasi 200 coltivatori custodi, impegnati a mantenere in purezza queste varietà, e dalle cosiddette banche del germoplasma, ben 9 in Toscana, dove si garantisce la conservazione di tutte le varietà.
Negli ultimi anni alcune razze e varietà autoctone hanno saputo allontanare il rischio di estinzione e ritagliarsi uno spazio significativo (è il caso della cinta senese o dell’asino dell’Amiata, e ancora, tra le varietà vegetali, della cipolla rossa della Maremma o delle mele di Casciana) mentre ci altre razze, anche conosciute, devono essere difese dal rischio di scomparire (dalla pecora garfagnina a quella zerasca, dalla vacca pontremolese a quella garfagnina sino al mucco pisano).

Il seminario di Alberese
E’ Terre Regionali Toscane, il soggetto che opera per conservare e valorizzare le risorse genetiche agro-zootecniche locali, a organizzare il seminario del 9 e 10 novembre. Il luogo che ospiterà il workshop è la Tenuta di Alberese, un’azienda agricola multifunzionale di oltre 4.200 ettari condotti integralmente con il metodo di agricoltura biologica all’interno del Parco Naturale della Maremma.
Sono previsti interventi di tecnici, esperti, coltivatori, amministratori da vari Paesi europei. Nel corso della due giorni saranno organizzate anche visite all’azienda agricola, alla Banca Regionale del Germoplasma e all’allevamento allo stato brado delle razze locali di bovini (Bovino Maremmano) e di equini (Cavallo Maremmano).

Per partecipare al workshop occorre registrarsi online (http://www.alberese.com/2017/10/form-di-registrazione-workshop-esperienze-di-valorizzazione-della-agrobiodiversita-in-europa/).
Venerdì 10 Novembre 2017 dalle ore 14.30 prenderà avvio, sempre presso lo storico Granaio Lorenese, la “Mostra Mercato del Coltivatore Custode” che proseguirà nell’ intera giornata di sabato 11 novembre.

Fonte: Regione Toscana

 

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