L’associazione chiede una moratoria dei lavori, lo stop agli abbattimenti e un dibattito pubblico sul progetto. Depositata una petizione a Palazzo Vecchio.
di Iacopo Ricci
27 ottobre 2026
FIRENZE – La nuova linea tramviaria 3.2.2. Libertà-Rovezzano, destinata a collegare piazza della Libertà con la zona orientale di Firenze su un tracciato di circa 6 chilometri, si trova al centro di una crescente contestazione. A guidare la protesta è Italia Nostra, che chiede al Comune di sospendere gli abbattimenti delle alberature e fermare temporaneamente i cantieri per riaprire il confronto su un progetto che, secondo l’associazione, presenta criticità ambientali e procedurali tali da richiedere una revisione sostanziale.
La mobilitazione è proseguita nelle ultime settimane con una petizione consegnata a Palazzo Vecchio il 23 ottobre. Le sottoscrizioni raccolte sono state circa 900, di cui 568 valide. L’obiettivo è ottenere un incontro con la sindaca e gli organi competenti per discutere le alternative possibili e arrivare a una modifica o persino all’annullamento del progetto.
Il nodo degli alberi: 428 piante nel mirino
Il principale motivo di opposizione riguarda il patrimonio arboreo lungo il tracciato. Italia Nostra contesta l’abbattimento di almeno 428 alberi in quanto giudica insufficiente valutare l’impatto dell’intervento sulla base del solo numero di nuove piante previste. Secondo l’associazione, infatti, gli alberi adulti svolgono funzioni ambientali che non possono essere sostituite immediatamente da esemplari giovani: ombreggiano strade e marciapiedi, contribuiscono ad abbassare le temperature, assorbono inquinanti e migliorano il benessere dei residenti.
La preoccupazione è particolarmente forte dopo le ultime estati caratterizzate da ondate di calore. La perdita di alberi maturi, soprattutto nei viali urbani, rischia secondo Italia Nostra di aggravare l’effetto isola di calore con conseguenze sulla salute dei cittadini e maggiori difficoltà per anziani, bambini e persone più fragili.
Il Comune sostiene invece che il tracciato individuato sia quello che consente di salvaguardare il maggior numero possibile di alberi e assicura che le piante rimosse saranno sostituite. Il presidente del Quartiere 2, Michele Pierguidi, ha dichiarato che l’intervento porterà anche alla messa a dimora di nuovi alberi, destinati a essere più alti di quelli piantati in precedenza.
Il contrasto, dunque, non riguarda soltanto il numero delle piante da eliminare e ripiantare ma anche il valore immediato del verde esistente e i tempi necessari perché i nuovi alberi possano offrire benefici analoghi.
Le contestazioni sulle procedure ambientali
Italia Nostra solleva anche questioni di carattere amministrativo e ambientale. L’associazione considera problematico che un’opera di tale portata sia arrivata alla fase realizzativa sulla base di un percorso progettuale avviato molti anni fa, senza un riesame complessivo adeguato ai cambiamenti intervenuti nel frattempo sul piano climatico, scientifico, tecnologico e sociale.
In particolare contesta l’esclusione del progetto dalla procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA), richiamando i provvedimenti del 2009 e del 2025. Chiede quindi di poter esaminare gli atti e le motivazioni alla base delle decisioni assunte. L’associazione lamenta anche che una scelta così rilevante non sia stata sottoposta a un adeguato confronto pubblico e politico. Contestazioni formulate da Italia Nostra che non equivalgono di per sé all’accertamento di un’illegittimità amministrativa.
La richiesta: fermarsi e discutere le alternative
Italia Nostra non si limita però alla protesta contro il taglio degli alberi. La richiesta è più ampia: sospendere temporaneamente l’avanzamento dei lavori, vietare gli abbattimenti e aprire un dibattito pubblico che coinvolga residenti, lavoratori e rappresentanti istituzionali del Quartiere 2. Solo dopo un confronto sulle criticità e sulle possibili alternative, sostiene l’associazione, si dovrebbe decidere se modificare il progetto o arrivare al suo annullamento.
La mobilitazione è proseguita anche dopo la risposta ricevuta dal Comune il 17 settembre. Italia Nostra ha giudicato insufficienti i chiarimenti dell’amministrazione e, con la petizione depositata il 23 ottobre, ha rilanciato la richiesta di un incontro con la sindaca e gli uffici competenti.
La questione apre così un confronto che va oltre il singolo cantiere: come conciliare il potenziamento del trasporto pubblico con la tutela del verde urbano e della salute? Per Italia Nostra la sostenibilità di un’infrastruttura non può essere valutata soltanto in base ai benefici attesi per la mobilità ma deve considerare anche i costi ambientali, la qualità della vita e la partecipazione dei cittadini alle decisioni che trasformano il territorio.
Il punto di caduta resta da trovare. Da una parte c’è l’obiettivo di ampliare una rete di trasporto pubblico ritenuta importante per Firenze; dall’altra, la richiesta di non sacrificare alberature mature senza aver prima verificato fino in fondo le alternative. È su questo terreno che si giocherà il confronto tra l’amministrazione e Italia Nostra nelle prossime settimane.



















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