Un progetto per preservare e tramandare il Dna di alberi che hanno resistito per secoli. Domenica 23 novembre le prime dieci piantumazioni.
di Iacopo Ricci
19 novembre 2025
BAGNO A RIPOLI (Fi) – Un nuovo bosco sta per nascere a Bagno a Ripoli. Non un bosco qualunque però ma un’area verde destinata ad accogliere i “figli” degli alberi monumentali di tutta la Toscana. L’appuntamento è per domenica 23 novembre alle 11 in occasione della Giornata nazionale dell’Albero. Partner del Comune di Bagno a Ripoli in questo progetto unico sono l’associazione RAMI (Registro Alberi Monumentali Italiani) e l’Orto botanico di Firenze.
Il luogo prescelto è il terreno adiacente all’Oratorio di Santa Caterina delle Ruote. Qui domenica verranno messe a dimora una decina di piantine derivanti da talee e germogli di alberi secolari presenti in Toscana con l’obiettivo di riprodurne e tramandarne la genetica. Tra questi ci sarà anche il Leccio di Belmonte, un albero di oltre 500 anni ospitato proprio sul territorio di Bagno a Ripoli.
“Grazie alla disponibilità della Misericordia di Firenze, proprietaria del terreno su cui è collocato il Leccio di Belmonte – spiegano il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Pignotti e l’assessore all’Ambiente Francesco Conti – è stato possibile recuperare dei germogli dell’albero. Domenica pianteremo le sue talee insieme a quelle di altri alberi monumentali in arrivo da diverse zone della Toscana”.
Ma non finisce qui. Il passo successivo sarà replicare l’operazione anche con la Cipressa di Rimaggio, un’altra pianta secolare iscritta nel registro degli alberi monumentali e molto cara ai cittadini.
“Quello di domenica è solo il punto di inizio – proseguono gli amministratori –. Vogliamo creare in breve tempo un vero e proprio bosco composto dagli ‘eredi’ dei giganti verdi della Toscana. Alle prime piantumazioni ne seguiranno presto altre”.
I giganti verdi della Toscana
Sono 165 gli alberi monumentali censiti in Toscana secondo l’ultimo elenco aggiornato del Ministero dell’Agricoltura. Sequoie, pini, platani, faggi, cipressi, lecci, olivi, tigli, cedri, abeti e gelsi.
Il più alto, con i suoi 54 metri e una circonferenza del fusto di 840 centimetri, è la sequoia sempreverde del Castello di Sammezzano nel Comune di Reggello; il più vecchio, 400 anni di età presunta, la quercia di Pienza mentre l’Abete Bianco dell’Abetone detiene il primato dell’altitudine (1.280 metri).
Di questi straordinari viaggiatori nel tempo 49 si trovano in provincia di Firenze, 41 nella provincia di Lucca, 21 in provincia di Prato, tutti nel comune di Montemurlo che detiene il primato regionale per numero di alberi censiti, 14 in provincia di Livorno, poi Siena e Grosseto con 9 ciascuno così come Pistoia e Pisa con 7 ciascuno.
Tra i 29 esemplari rari una buona parte è all’interno degli orti botanici come il centenario Tiglio argentato e il cedro tibetano nell’orto botanico di Lucca. Tra gli alberi rari sono da segnalare anche la sughera di Crespina Lorenzana, il cedro dell’Himalaya lungo la via del Brennero in località Vinchiana e il libocedro di Bobolino, chiamato anche l’Albero degli sposi.


















Aggiungi un commento