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A caccia di microplastiche, tappa elbana per Pelagos Plastic Free

I ricercatori al lavoro (foto Legambiente - ExpeditionMED)
I ricercatori al lavoro (foto Legambiente - ExpeditionMED)
Il progetto italo – francese nasce dalla necessità di ridurre l’inquinamento marino da plastica.  È condotto in tandem da Legambiente ed Expédition MED.

 

ISOLA D’ELBA (Li) – L’equipaggio franco-italiano di Expedition MED che conduce le ricerche scientifiche del progetto Pelagos Plastic Free ha fatto tappa all’Isola d’Elba per incontrare i ragazzi di Vele Spiegate, un singolare incontro tra cacciatori di macroplastiche (i volontari di Legambiente e Diversamente Marinai che raccolgono e censiscono il beach litter) e di microplastiche (la barca dell’associazione francese raccoglie microplastiche e ne misura l’impatto sulla fauna, da quella microscopica alla gigantesca balenottera comune).

microplastichePelagos Plastic Free nasce dalla necessità di ridurre l’inquinamento marino da plastica per proteggere le diverse specie di cetacei che vivono nel Santuario Pelagos. È condotto dall’italiana Legambiente e dalla francese Expédition MED, due associazioni con un bagaglio di esperienza più che decennale che negli ultimi anni si è rivolto in particolare al problema dei rifiuti nell’ambiente marino, costiero e delle acque interne.

I ricercatori hanno spiegato a ragazzi e ragazze di Vele Spiegate che «La cattiva gestione dei rifiuti urbani è la causa principale dell’inquinamento da plastica, dunque la prima area di intervento è la governance dei rifiuti. Dalla raccolta differenziata in casa alle infrastrutture per il ritiro, dal trasporto allo smaltimento e al riciclo dei rifiuti, esiste un’intera filiera da potenziare».

Il progetto vuole raccogliere e diffondere le migliori pratiche nel settore, grazie a workshop di condivisione con le amministrazioni locali in Liguria, Toscana e in alcune località francesi. L’Elba ha già ospitato il primo workshop a Marciana Marina, a bordo di Goletta Verde, ma altri ne seguiranno per approfondire il problema e sviluppare linee guida da adottare per migliorare la gestione dei rifiuti nei Comuni – come quelli elbani e della costa toscana – che aderiscono alla Carta del Santuario Pelagos.

I ricercatori di ExpeditionMed spiegano ancora che: «La ricerca prevede la raccolta di campioni in mare aperto, nelle zone di accumulo dei rifiuti marini che coincidono con quelle di alimentazione dei cetacei e in tre grandi fiumi e tre porti (nell’Arno e nel porto di Pisa in Toscana, nel fiume Golo e nel porto di Bastia in Corsica, nel fiume Varo e nel porto di Nizza in Costa Azzurra). Su questi campioni verranno effettuate le analisi del DNA per individuare le comunità di organismi presenti nella Plastisfera del Santuario Pelagos».  La raccolta dei campioni si svolge durante la navigazione di Expédition MED e, come accaduto all’Elba, coinvolge studenti, volontari e ricercatori in un’attività di citizen science che durerà per tutto il mese di luglio.

Fonte: Legambiente – ExpeditionMed

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