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A Suvereto è rivolta contro il nuovo impianto fotovoltaico: “Lo sterminio dei campi continua”

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Il Comitato Terre di Val di Cornia: “Un obiettivo condivisibile, il superamento delle fonti fossili, si sta trasformando in un grave attacco al territorio”.

 

10 agosto 2025

SUVERETO, PIOMBINO, VENTURINA (Li) – Pubblichiamo un comunicato inviatoci da un comitato di cittadini schierati contro il nuovo impianto fotovoltaico a terra in costruzione alle porte di uno dei centri storici più belli della Maremma, Bandiera Arancione del Touring Club Italiano e Città Slow.

Un nuovo impianto di pannelli fotovoltaici a terra è in costruzione per iniziativa della ditta MTP all’ingresso di Suvereto, uno dei centri storici più belli della Maremma. Ora si comincia a vedere con i propri occhi che il pericolo non è più solo sulla carta. Basta fare un giro per rendersene conto.

Ai 66 ettari ricoperti a Bocca di Cornia, nel comune di Piombino, si aggiungono le distese di pannelli già installati nella vicina località degli Affitti. A Venturina, in località La Monaca, i pannelli hanno occupato irrimediabilmente grandi campi fertili. Altri cinque ettari sono già stati concessi alla ditta Energy Pie in località Campo All’Olmo e altri progetti sono in corso di autorizzazione per centinaia di ettari.

Ormai chi arriva a Suvereto, appena scorge il borgo medievale, trova alla sua sinistra un enorme cantiere per un altro impianto fotovoltaico nella zona del Poggetto. A pochi metri di distanza un lenzuolo con su scritto “Sí alle rinnovabili, ma non nei campi” testimonia la contrarietà della popolazione. L’impianto è peraltro costruito in zona a rischio idraulico, essendo adiacente al torrente Riomerdancio, affluente del Cornia. Per realizzarlo su circa cinque ettari di terreno è stata distrutta un’uliveta ed ettari di seminativo, nel silenzio generale.

Sarà questa la cartolina di ingresso a uno dei borghi più belli d’Italia, Città del vino e dell’olio, bandiera arancione del Touring Club Italiano e Città Slow. Chi sale sul Monte Calvi per un’escursione ormai vede che la pianura si sta trasformando in una distesa di specchi.

Si tratta di impianti che consumano suolo fertile, che danneggiano l’agricoltura, il paesaggio e il turismo. Nel caso di Suvereto rompe la trama paesaggistica fatta di uliveti, vigneti e seminativi in un’area particolarmente bella.

Siamo riusciti a trasformare un obiettivo condivisibile – il superamento delle fonti energetiche fossili – in un grave attacco al territorio, che è la risorsa primaria da cui dipendono tutte le altre. Sono impianti che nessuno vuole e che non avrebbero dovuto essere autorizzati. È uno scempio che grida vendetta. Ci chiediamo chi sia rimasto a difendere il territorio dalla speculazione energetica e dagli interessi economici di pochi.

Comitato Terre di Val di Cornia

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