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Aeroporto, Prestanti: avevamo ragione, chi ha sbagliato chieda scusa ai cittadini

Sindaci della Piana
Il sindaco di Carmignano dopo sentenza del Tar che ha accolto i ricorsi dei Comuni della Piana fiorentina e dei comitati contro l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze.

 

Pubblichiamo in forma integrale un contributo del sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti sulla sentenza del TAR della Toscana, pubblicata il 27 maggio, che ha di fatto bloccato l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola.

Abbiamo avuto ragione contro un progetto sbagliato e pericoloso attorno al quale si muovono interessi e poteri enormi. Abbiamo avuto ragione, nonostante la “campagna stampa” continua promossa sui quotidiani locali mediante pagine acquistate dalla società che gestisce gli scali di Firenze e Pisa per sbattere sul giornale il nome di amministratori, consiglieri regionali, attivisti di associazioni che a insindacabile giudizio dell’azienda avrebbero promosso “fake news”, mediante un’operazione comunicativa dove la loro opinione era la verità e i fatti proposti dagli altri bugie.

Un bel metodo, non c’è che dire, sul quale non ho sentito una parola da parte del presidente della Regione, azionista di Toscana Aeroporti e quindi in quota parte proprietario anche dei soldi spesi per questa bella strategia comunicativa.
Abbiamo vinto, nonostante “l’arroganza istituzionale” del presidente della Regione Enrico Rossi, che con una caduta di stile senza precedenti ha parlato di 6 Sindaci della sua Regione come di persone affette da un morbo di “demenza grillina” abbagliati da preconcetti ideologici.
Presidente, è con amministratori sordi e legati a una concezione vecchia della politica (per capirci, quella del partito del PIL e delle grandi opere) che le persone perdono fiducia nella politica come strumento per risolvere problemi e rispondere ai bisogni e votano per partiti “populisti e sovranisti”.

Abbiamo vinto con la forza dei fatti, dei documenti prodotti e dell’analisi sui rischi.
Leggete la sentenza del TAR, non ci sono dubbi, la legge parla chiaro e la sentenza (cito testuale) è netta:

➡️”la valutazione di compatibilità ambientale è stata posta in essere prescindendo dall’esame dell’impatto che le nuove opere potrebbero avere sull’ambiente, in un contesto nel quale le azioni da compiere non sono sufficientemente definite e che, pertanto, richiedono inevitabilmente nuove valutazioni”;
➡️”il progetto sottoposto a VIA non conteneva quel grado di dettaglio minimo e sufficiente affinché il Ministero dell’Ambiente addivenisse a una corretta valutazione di compatibilità ambientale, non essendosi compiutamente individuate le opere da realizzare”;
➡️”la verifica dell’ottemperanza (cioè le prescrizioni della VIA) non è stata demandata ai due Ministeri che hanno emesso il provvedimento, bensì a un organismo (l’Osservatorio ambientale) a composizione mista, dove è presente con diritto di voto lo stesso proponente (Enac) e senza diritto di voto Toscana Aeroporti (e quindi il soggetto che gestisce l’aeroporto), mentre è stata esclusa dall’Osservatorio la presenza di ogni rappresentante dei Comuni, circostanza quest’ultima che di fatto ha impedito a dette amministrazioni di manifestare i rilievi sopra citati a seguito della presentazione dei progetti esecutivi”.

Si riconoscono tutte le ragioni portate avanti in questi anni da sindaci, attivisti, comitati e studiosi, sancendo al contempo la gravità delle forzature di chi voleva costruire un nuovo aeroporto senza aver realizzato gli studi minimi necessari per valutare l’impatto dell’opera ed escludendo, contro ogni legge, i Comuni interessati dall’Osservatorio che avrebbe dovuto valutare tali studi.

Chi ha compiuto tali errori dovrebbe chiedere scusa ai cittadini della Piana che degli effetti di quelle forzature sarebbero stati le cavie, a quegli amministratori, sindacalisti, attivisti di associazioni e comitati che hanno denunciato il tentativo di piegare regole e leggi all’interesse particolare.

Ora dobbiamo voltare pagina, sediamoci attorno a un tavolo e immaginiamo, insieme, come utilizzare diversamente le risorse che erano state stanziate per l’aeroporto:
➡️- completamento del parco della Piana (unico polmone verde rimasto);
➡️- progetto ferrotranviario che colleghi i cittadini di tutta la Piana;
➡️- messa in sicurezza dell’attuale aeroporto e collegamento veloce fra la stazione ferroviaria di Firenze e l’aeroporto di Pisa.

Una Piana dove possano convivere sviluppo economico e occupazionale con la tutela dell’ambiente e della salute pubblica, dove alla rendita fondiaria e al turismo “mordi e fuggi” si privilegi un turismo e una manifattura di qualità. Una Piana sostenibile e smart, dove si vive bene e dove il lavoro è fonte di ricchezza personale e collettiva.
Una sentenza che può essere un nuovo inizio.