Segnalazioni

Di nuovo chiazze schiumose nel mare di Ansedonia: “Si adottino provvedimenti risolutivi”

GrIG-schiume-Ansedonia-fenomeno_Toscana-ambiente
Tagliata Etrusca ad Ansedonia, fine aprile 2026: schiume in mare (foto GrIG)

E’ il terzo anno consecutivo che il fenomeno si ripresenta. L’associazione ecologista GrIG: “Presto chiarezza sulle origini e le eventuali responsabilità”. 

 

4 maggio 2026

ORBETELLO (Gr) Chiazze schiumose e maleodoranti nel mare di Ansedonia allo sbocco del canale della Tagliata Etrusca: era già accaduto nel 2024 e nel 2025 e ora il problema si è ripresentato. Lo scorso anno Arpat aveva rilevato la presenza di Enterococchi intestinali e il sindaco di Orbetello aveva disposto il divieto di balneazione. Adesso ci risiamo.
La segnalazione arriva dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) che nella seguente nota torna a chiedere che si faccia subito chiarezza sulle cause e si adottino provvedimenti risolutivi.

Da tempo si ripresenta periodicamente un rilevante fenomeno di inquinamento lungo il litorale di Ansedonia, alla spiaggia della Tagliata Etrusca, in Comune di Orbetello (GR). Chiazze schiumose nel mare dove sbocca il canale dalle acque grigie.
Non è la prima volta che accade, già nell’estate del 2024 l’inquinamento è stato purtroppo ben presente, con divieti di balneazione e intuitivi danni all’ambiente e al turismo.

Ancora nella primavera del 2025 l’ARPAT aveva accertato la presenza di Enterococchi intestinali in mare e il sindaco di Orbetello, con ordinanza n. 95 del 24 aprile 2025, aveva nuovamente disposto il divieto di balneazione nel tratto di mare prospiciente la spiaggia della Tagliata, poi revocato successivamente.

Per la risoluzione definitiva delle problematiche d’inquinamento ambientale e di tutela ambientale e storico-culturale l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), ricevute preoccupatissime segnalazioni da parte di turisti e residenti, aveva inoltrato (9 maggio 2025) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti, coinvolgendo i ministeri della Cultura e dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, la Regione Toscana, l’ARPAT, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, di Siena, il Comune di Orbetello, i Carabinieri Forestale e del N.O.E., nonché informando per opportuna conoscenza la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Direzione generale Uso Sostenibile del Suolo e delle Acque aveva comunicato (nota prot. n. 91599 del 14 maggio 2025) che “risulta che, con Ordinanza n. 98 del 28-04-2025, il Sindaco abbia disposto la revoca del divieto temporaneo di balneazione emesso con la citata Ordinanza Sindacale n. 95/2025 – con riapertura alla balneazione delle aree interessate – in ragione della comunicazione prot. n. 19600 del 24/04/2025 dell’ARPA Toscana con la quale viene riferito che, a seguito dei risultati favorevoli delle analisi effettuate sui campioni di acqua di mare prelevati in data 22/04/2025 presso le stazioni che individuano le aree di balneazione in interesse, le rispettive aree omogenee sono da considerare NUOVAMENTE IDONEE ALLA BALNEAZIONE ai sensi del D.M. 30 marzo 2010 art. 2 comma 4 lettera b”.

L’ARPAT – Area Vasta Sud – Dipartimento di Grosseto, invece, aveva comunicato (nota prot. n. 41771 del 20 maggio 2025) di non poter rilasciare alcuna documentazione perchè “sono in corso indagini disposte dalla Procura della Repubblica di Grosseto finalizzate all’accertamento delle possibili fonti di inquinamento”.
Tuttavia, non sembra che siano stati adottati rimedi risolutivi, così come sembra altrettanto evidente che le cause dell’inquinamento non possano esser cercate in Giappone. Infatti nei giorni scorsi il fenomeno dell’alterazione delle acque marine con ampie chiazze schiumose si è ripresentato più volte, preoccupando non poco i residenti e i primi turisti.

Nella zona sono presenti strutture produttive quali attività di ristorazione e allevamenti ittici e appare opportuno verificare eventuali scarichi e immissioni nei corpi idrici e in mare.
Il GrIG, pertanto, ha provveduto (2 maggio 2026) a interessare nuovamente le amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali competenti, i servizi tecnico-scientifici, la Polizia giudiziaria e a informare, per opportuna conoscenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto.

L’intera area è tutelata con vincolo paesaggistico e la Tagliata Etrusca, straordinaria opera ingegneristica di epoca etrusca o romana di età repubblicana, è tutelata anche (D.M. 31 gennaio 1956) con vincolo culturale (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).
Il GrIG auspica che si faccia presto chiarezza sulle origini e le eventuali responsabilità dei fenomeni alteranti e, soprattutto, vengano adottati provvedimenti per la relativa definitiva risoluzione.

Stefano Deliperi  – Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Tags