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Fitofarmaci e clima, la vita delle api è sempre più in pericolo

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Giornata mondiale delle api occasione di riflessione per il nostro futuro. Angelo Gentili di Legambiente: “Urgente sviluppare l’agroecologia, l’agricoltura biologica e i biodistretti”. 

 

La giornata mondiale delle api di ieri 20 maggio è stata la giusta occasione per ricordare che proprio le api rappresentano un elemento necessario per il mantenimento della specie. Il loro ruolo è essenziale per la nostra sopravvivenza sul Pianeta, eppure continuiamo a metterlo a repentaglio a causa dell’uso di fitofarmaci e molecole di sintesi dannose e nocive per questi insetti e per il processo di impollinazione. Serve quindi cambiare rotta e serve farlo rapidamente.

“Il 37% delle api – dichiara Angelo Gentili, responsabile Agricoltura di Legambiente – è scomparso in Europa sia a causa dei cambiamenti climatici che dell’inquinamento in agricoltura e dell’impiego intensivo dei fitofarmaci. Questo vuol dire che la svolta non è più rimandabile: bisogna ridurre drasticamente l’uso delle molecole nocive di sintesi e soprattutto serve guardare con decisione verso l’agroecologia e l’agricoltura biologica come unici punti di riferimento per il futuro. Salvare le api significa prendersi cura del Pianeta e del nostro futuro. Non farlo significa andare consapevolmente incontro a un disastro annunciato”.

“Per favorire questo percorso occorre sviluppare i biodistretti, creando aree territoriali in cui la filiera del biologico deve essere potenziata e sviluppata unendo produzione, distribuzione e consumo a una grande attenzione verso la sostenibilità ecologica. A questo riguardo, è bene ricordare che la Maremma potrebbe rappresentare un modello per tutto il Paese. Qui sono già presenti moltissime aziende in conversione e biologiche e tante realtà aziendali che riducono l’impiego di molecole di sintesi, di acqua e di energia attraverso innovazioni altamente tecnologiche. Prendendo le mosse da queste solide basi – conclude Gentili – e puntando sulla ricchezza di aziende che nelle varie filiere hanno incentrato il loro lavoro sull’agricoltura biologica, la Maremma potrà diventare un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dell’agroecologia.”

Fonte: Legambiente Maremma

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