Con un investimento da 31,3 milioni di euro Plures apre nel distretto pratese l’impianto di riciclo e selezione tessile più all’avanguardia d’Italia.
Redazione
24 luglio 2026
PRATO — Nel cuore dello storico distretto manifatturiero di Prato i rifiuti tessili smettono di rappresentare un capolinea ambientale e diventano il punto di partenza per una nuova filiera industriale. Con l’inaugurazione del nuovo Textile Hub realizzato da Plures la città toscana consolida il proprio ruolo di capitale europea della rigenerazione dei materiali e dell’economia circolare.
La struttura nasce nell’area dell’ex depuratore comunale e rappresenta il più grande e avanzato centro italiano interamente dedicato alla selezione, al recupero e alla valorizzazione degli scarti tessili. Un’infrastruttura strategica concepita per rispondere con concretezza alle stringenti normative europee sulla sostenibilità e sulla gestione dei rifiuti post-consumo e industriali.
I numeri e il piano finanziario dell’opera
L’opera ha richiesto un investimento complessivo di 31,3 milioni di euro, sostenuto da diverse fonti di finanziamento: un contributo da 900mila euro stanziato tramite il PNRR e le agevolazioni fiscali del piano Industria 4.0, che hanno garantito un credito d’imposta pari a 850mila euro.
Completato in un arco temporale di 24 mesi, l’impianto si estende su una superficie complessiva imponente: 7.000 metri quadrati di spazi coperti a cui si aggiungono circa 10.000 metri quadrati di aree esterne. A regime la struttura garantirà la lavorazione di ben 33.000 tonnellate di materiali all’anno:
– 20.000 tonnellate di rifiuti post-consumo (pari al fabbisogno complessivo della raccolta differenziata tessile della Regione Toscana);
– 13.000 tonnellate di scarti pre-consumo provenienti direttamente dalle lavorazioni del distretto pratese.
Tecnologia all’avanguardia: Intelligenza Artificiale e ottica
Il vero cuore tecnologico del Textile Hub risiede nei suoi innovativi sistemi automatizzati di cernita. Grazie all’integrazione di sistemi di riconoscimento ottico e algoritmi di intelligenza artificiale l’impianto è in grado di analizzare e separare i tessuti con estrema precisione in base alla tipologia di fibra e alla tonalità di colore, arrivando a smaltire e selezionare fino a quattro tonnellate di materiale all’ora.
A regime, il 60% dei materiali post-consumo trattati potrà essere destinato al riuso diretto sul mercato a seguito dei processi di sanificazione. Il restante 40%, unitamente agli scarti industriali, verrà avviato alla sfilacciatura e al riciclo meccanico, reimmettendo sul mercato materia prima seconda (end of waste).
Impatti occupazionali e prospettive
L’impatto sul territorio si rifletterà anche sul piano occupazionale: a regime l’impianto darà lavoro a circa 50 addetti organizzati su due turni, con oltre due terzi del personale impiegato nelle fasi di cernita semi-automatica.
Attualmente l’impianto si trova nella fase di collaudo che si protrarrà fino alla fine del 2026, mentre la piena entrata in funzione a regime è prevista per il 2027.
«Un’infrastruttura strategica al servizio dell’economia circolare, del distretto manifatturiero e delle future sfide europee sulla sostenibilità del settore tessile», ha commentato Lorenzo Perra, presidente di Plures. «È la dimostrazione che la transizione ecologica può diventare una leva di sviluppo industriale quando si investe in infrastrutture, innovazione e competenze».




















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