Solo 2 sfalci annuali in alcune zone della città. L’assessora alla Manutenzione: “Scelta dettata non da volontà di risparmiare ma dal rispetto dell’ambiente”.
di Gabriella Congedo
2 maggio 2026
LIVORNO – Un prato non tagliato non è un prato trascurato ma un ecosistema brulicante di vita. Una nuova filosofia su come gestire gli spazi verdi urbani si sta facendo strada anche in Toscana tra le amministrazioni locali più attente alla sostenibilità. Una filosofia che si traduce in una drastica riduzione degli sfalci in alcune aree del territorio. L’obiettivo è quello di permettere ai prati di trasformarsi in mosaici di fioriture spontanee e in rifugi preziosi per api e farfalle nonché proteggere il suolo dal calore grazie alla copertura vegetale. In breve, lasciare che la natura riprenda fiato.
Nei giorni scorsi anche Livorno si è aggiunta al drappello di Comuni toscani che hanno adottato lo sfalcio differenziato. “Un modello innovativo di gestione del verde pubblico – si spiega in una nota – che mira a favorire la biodiversità, migliorare la qualità ambientale e promuovere una manutenzione più sostenibile delle aree verdi urbane e periurbane”. Al posto degli 8/10 sfalci annuali previsti ne verranno eseguiti solo 2 in alcuni parchi e aree verdi della città: uno a fine primavera/inizio estate, dopo la fioritura, e il successivo a fine autunno/inizio inverno.
Il Comune di Livorno ha individuato 6 aree verdi tra quelle meno frequentate. Qui l’erba sarà lasciata crescere più a lungo per consentire lo sviluppo di fioriture spontanee e di habitat utili agli impollinatori. Sono esclusi gli spazi gioco per bambini, i settori dedicati allo sgambamento dei cani e le zone dotate di panchine dove gli sfalci avranno la consueta cadenza di 8/10 tagli all’anno.
I punti chiave del progetto
Il nuovo modello di gestione del verde pubblico adottato dal Comune di Livorno prevede:
* riduzione della frequenza dei tagli nelle aree verdi meno frequentate
* tutela delle fasi di fioritura, produzione di semi e nidificazione
* gestione “a mosaico” con fasce lasciate volutamente più alte
* incremento delle piante erbacee autoctone e del verde spontaneo
* maggiore presenza di impollinatori come api, farfalle e bombi
* supporto alla fauna urbana tra cui ricci, piccoli roditori e uccelli insettivori
“L’erba alta forse è lontana dall’immaginario del pratino all’inglese che un po’ tutti noi abbiamo, ha però molte virtù dal punto di vista ecosistemico e anche dell’adattamento ai cambiamenti climatici – spiega l’assessora alla Manutenzione, Cura e Incremento del Verde in Città Giovanna Cepparello – Nelle città è un presidio importantissimo per la biodiversità e anche un metodo molto intelligente, semplice ed economico per abbassare la temperatura, per esempio all’interno di un parco, dato che mantiene l’umidità e migliora il clima. La scelta di alcuni luoghi per questa sperimentazione non è suggerita dalla volontà di risparmiare ma al contrario dettata dal rispetto dell’ambiente”.



















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