Urbanistica

Scorciatoie per i progetti Pnrr: il Governo impugnerà la legge urbanistica della Toscana

Pnrr-Toscana-Giani_Toscana-ambiente

Era stata approvata ad aprile tra le polemiche. Irene Galletti (M5S): “Stupisce l’arrabbiatura di Giani per un risultato largamente prevedibile”.

 

di Gabriella Congedo
22 Giugno 2022

Il Governo ha intenzione di fare ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge urbanistica della Toscana che introduce un iter semplificato per i progetti che dovranno accedere ai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ad annunciarlo è stato lo stesso governatore Eugenio Giani.

La legge, di iniziativa Pd, è stata approvata a maggioranza ad aprile. In sintesi, prevede che qualsiasi variante agli strumenti urbanistici vigenti relativa a un progetto Pnrr potrà essere approvata speditamente sulla base di un semplice studio di fattibilità e di una dichiarazione di pubblica utilità e indifferibilità dell’opera, bypassando le procedure di VIA e valutazione paesistica previste dall’attuale legislazione. Lo scopo è quello di far presto per rispettare la scadenza del 21 dicembre 2026 imposta dal Next Generation EU.

Fin da quando è stata presentata lo scorso dicembre, la cosiddetta “leggina smonta Marson” si è tirata addosso un diluvio di critiche dal mondo ambientalista e non solo. Legambiente l’ha definita “inaccettabile”, Italia Nostra ha parlato di “proposta di legge eversiva”. Con il pretesto di velocizzare le procedure e snellire la burocrazia, era stato detto, si rischia di smantellare per sempre norme e procedure che sono state un fiore all’occhiello della cultura amministrativa toscana.

Nessuna deregulation, avevano spiegato i consiglieri di maggioranza, ma l’esigenza di aiutare i Comuni toscani alle prese con le tempistiche stringenti dei progetti del Pnrr. Facendo poi notare che le associazioni ambientaliste pur invitate alle consultazioni non si erano presentate. E alla fine la legge è passata.

Irene Galletti
Irene Galletti

Un risultato prevedibile – ammonisce la capogruppo del M5S Irene Galletti che in aula ha votato contro la legge – Abbiamo provato in ogni modo ad avvisare la maggioranza con motivazioni di carattere politico e in punta di diritto. Stupisce quindi l’arrabbiatura di Giani per un risultato largamente prevedibile: giova ricordare che la gerarchia delle fonti non è un semplice esercizio accademico.”
Quello che Galletti si domanda è: “Perché piuttosto, come avevamo suggerito, non sono state tempestivamente incrementate le risorse strumentali e umane, anche da poter mettere a disposizione degli enti locali, quando Giuseppe Conte ha annunciato l’arrivo dei soldi del Pnrr?

La Giunta Regionale – conclude la capogruppo – adesso dovrà farsi carico di trovare velocemente una soluzione, auspicabilmente in linea con quanto previsto dalla Legge Marson, per non danneggiare ulteriormente la Toscana nell’accesso alle opere del Pnrr”.

Tags


Advertisement