Convegni Ecosistema

Allarme specie aliene invasive, la battaglia parte da Fucecchio

Gambero rosso della Louisiana. (Foto da it.wikipedia.org)
Gambero rosso della Louisiana. (Foto da it.wikipedia.org)
Risultati importanti del progetto SOS Tuscan Wetlands per tenerle sotto controllo e ripristinare gli habitat minacciati nelle aree umide interne della Toscana settentrionale.

 

FUCECCHIO (Fi) – La diversità intesa come bene comune, l’ambiente naturale da salvaguardare a ogni costo. Pena la perdita dell’identità del luogo e della popolazione. È quanto è emerso dal convegno finale del Progetto Life SOS Tuscan Wetlands che si è tenuto martedì 19 febbraio alla Fattoria Corsini a Fucecchio.

Il progetto, cofinanziato per il 50% dalla Comunità Europea con oltre 1 milione 300 mila euro, coordinato dal Consorzio con il partenariato del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze, ha come scopo il controllo delle specie aliene invasive per ripristinare gli habitat minacciati nelle aree umide interne della Toscana settentrionale, e in particolare nei 3 Siti di Importanza Comunitaria Padule di Fucecchio, Bosco di Chiusi e Paduletta di Ramone e Lago di Sibolla.

A parlarne autorevoli esponenti del mondo scientifico italiano che monitorano costantemente l’ecosistema che ci circonda. Le specie aliene che si moltiplicano costituiscono una seria minaccia alle specie autoctone, una vera e propria invasione che, se non tempestivamente arginata, crea danni ambientali che non si esauriscono nell’immediato ma che si protrarranno nel tempo con effetti devastanti.

Le azioni effettuate nel corso del progetto hanno messo a segno risultati importanti, come la cattura di oltre 123 mila gamberi rossi della Louisiana di taglia medio-grande sia nella Paduletta di Ramone che nel Lago di Sibolla. Va ricordato che il gambero della Louisiana è responsabile della diffusione della “peste del gambero”, malattia letale per i gamberi nativi, ed è potenzialmente tossico per la salute umana se consumato qualora provenga da ambienti inquinati.

Significativo anche il risultato del monitoraggio effettuato dopo la cattura delle nutrie nella Paduletta di Ramone. Questa specie altamente invasiva è responsabile del deterioramento degli ambienti umidi (compromette anche il successo riproduttivo di alcune specie di uccelli acquatici) e provoca danni all’agricoltura. Ancora più preoccupanti sono gli impatti sul rischio idraulico provocati dallo scavo di tane e tunnel sugli argini di fossi e canali.

Per quanto riguarda le piante, un ampio territorio è stato interessato dagli sfalci di Amorpha fruticosa (gaggìa) e Robinia nelle aree del Lago di Sibolla e Paduletta di Ramone, mentre per la tutela delle sfagnete relitte del Bosco di Chiusi sono state costruite recinzioni anti-cinghiale. Per favorire la riqualificazione degli ecosistemi forestali sono stati eseguiti poi tagli selettivi di pioppete e piantate specie tipiche, ripristinate praterie umide e creati piccoli stagni per gli anfibi. Infine sono state installate 30 bat-box all’interno delle pioppete riqualificate per favorire nel tempo l’insediamento di chirotteri tipici degli ambienti forestali.

Ma il problema non si riduce al solo impatto ambientale. I danni provocati dal “degrado alieno” modificano le economie delle aree interessate e le risorse finanziarie che devono necessariamente essere impiegate per risanare l’ambiente raggiungono cifre astronomiche. Per non parlare poi dell’impatto sociale, sulle abitudini della popolazione e sulle economie fino a toccare l’ambiente sanitario con nuove contaminazioni che possono colpire non solo gli animali ma anche l’uomo.

Fonte: Comune di Fucecchio

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