Rifiuti e riciclo

TARIC, Cardone: “Differenziamo di più ma le bollette continuano a salire”

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In un video l’attivista mette in discussione il sistema tariffario dei rifiuti, il ruolo di Alia Plures e il controllo esercitato dai Comuni proprietari.

 

Redazione
14 agosto 2026

EMPOLI (Fi) – In un video pubblicato sui canali social di Trasparenza per Empoli Marco Cardone mette sotto accusa il meccanismo che lega raccolta differenziata, tariffe e gestione dei rifiuti nell’area servita da Alia. Il punto di partenza è una domanda semplice: “Se i cittadini separano sempre meglio i rifiuti e contribuiscono a creare valore economico perché la TARIC continua ad aumentare?”

Secondo Cardone la prima “verità” da considerare è proprio il valore prodotto dalla raccolta differenziata. La normativa europea prevede che i produttori dei beni immessi sul mercato contribuiscano ai costi della raccolta e del riciclo: “Alia riceve risorse dai consorzi di filiera per i materiali correttamente separati. I cittadini producono i rifiuti, li dividono e li rendono riciclabili, fornendo di fatto gratuitamente una materia prima. Eppure solo una parte dei proventi torna ai territori, mentre una quota rilevante resterebbe nel sistema di gestione e, attraverso Plures Multiutility, contribuirebbe alla produzione di utili distribuiti ai Comuni”.

Per Cardone sarebbe però un errore reagire smettendo di differenziare. Più rifiuti indifferenziati significherebbero maggiori costi di smaltimento, discarica o incenerimento e quindi bollette ancora più alte: “La strada dovrebbe essere opposta: utilizzare realmente i benefici economici del riciclo per ridurre le tariffe”.

La seconda questione riguarda il ruolo dei sindaci. Cardone sostiene che i Comuni, ricevendo risorse e dividendi, abbiano oggi un incentivo debole a modificare il sistema: “Si tratta di un prelievo tariffario che finisce per funzionare come una tassa senza tenere conto della capacità contributiva di famiglie e imprese”.

Nel video viene richiamato anche il funzionamento di ATO Toscana Centro. Cardone riferisce di costi inseriti in tariffa senza che, in alcuni casi, fosse stata presentata tutta la documentazione necessaria e di investimenti realizzati prima del pieno confronto con l’Autorità. Da qui la domanda centrale: Come può una società interamente pubblica essere controllata efficacemente dai Comuni proprietari?“. A sostegno di questa tesi cita anche una proposta di Matteo Biffoni, sindaco di Prato, per consentire a un controllore regionale di assistere alle decisioni sui futuri investimenti aziendali rilevanti.

La nascita della Multiutility, secondo Cardone, avrebbe aumentato la distanza tra amministrazioni e management accrescendo l’autonomia gestionale e riducendo il controllo democratico. La soluzione proposta è riportare Alia e Holding Plures sotto un pieno indirizzo politico dei sindaci con un obiettivo preciso: non distribuire dividendi ma offrire il miglior servizio possibile al costo più basso e restituire ai cittadini i benefici economici generati dal loro lavoro quotidiano di differenziazione.

Marco Cardone è tra i promotori del Comitato Trasparenza per Empoli, nato dalla mobilitazione contro il progetto del gassificatore e poi attivo su ambiente, urbanistica e servizi pubblici. È impegnato nella Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni e nel Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, con particolare attenzione alla gestione pubblica dei servizi. Negli ultimi anni è intervenuto soprattutto sui temi della Multiutility Toscana, della TARIC, della gestione dei rifiuti e del controllo pubblico delle aziende partecipate.

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