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Vecchi borghi, Pracchia pronta a rinascere con la sua cooperativa di comunità

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Dal recupero della ex scuola, dell’ostello  e della vecchia stazione ferroviaria si punta a creare uno snodo per il turismo sulle due ruote e quello escursionistico.

 

PRACCHIA (Pt)  – L’idea è semplice, ma potrebbe essere la ricetta vincente per dare una seconda possibilità a territori che si spopolano e si impoveriscono. Un modo per invertire il trend e da lì ripartire. Sono le cooperative di comunità, che si chiamano così perché costituite da quasi tutti i cittadini di un borgo o di un paese. La Regione Toscana ne ha finanziate 25 (per altrettanti progetti) con un milione e 200 mila euro. Una di queste è nata a Pracchia, frazione montana di Pistoia con poco più di 300 abitanti lungo la vecchia linea ferroviaria che raggiunge Bologna attraverso Porretta.

I 25 progetti puntano al turismo slow, al recupero di edifici abbandonati per un uso sociale, alla valorizzazione di antiche filiere che grazie alla banda ultralarga, portata anche in questi territori, possono tornare ad avere numeri per generare reddito. E’ quello che accadrà anche a Pracchia, dove si pensa di recuperare la ex scuola e la ex stazione della ferrovia, che potrebbe diventare il punto di snodo per il turismo sulle due ruote e quello escursionistico. Tra i progetti della cooperativa, presentati venerdì 11 gennaio, c’è anche la gestione dell’ostello del Gal e la conduzione di un negozio di alimentari (l’ultimo ha chiuso l’anno scorso) di cui si occuperà direttamente la cooperativa.

In questo modo – ha sottolineato l’assessore all’Innovazione e partecipazione della Toscana Vittorio Buglisi rimette in campo una comunità, che si rigenera e lavora per migliorare la socialità del proprio paese: idee che ne sviluppano altre, con nuove attività che potrebbero magari usufruire di ulteriori finanziamenti, a servizio dei cittadini che si sentiranno sempre più coinvolti e attivi perché quei progetti riguardano direttamente la loro vita“.

Fonte: Regione Toscana

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