Abitare

C’era una volta la casa colonica del Chianti, i cittadini avviano una ricerca

casa colonica
L’idea di un gruppo di abitanti di Montefiridolfi. Che chiedono alle famiglie di contribuire con foto storiche, mappe poderali, documenti, aneddoti di vita vissuta.

 

SAN CASCIANO VAL DI PESA (Fi) – Testimonianze, lettere, fotografie, racconti di vita vissuta. Ogni ricordo, ogni piccolo tassello della memoria, conservato negli album e negli archivi di famiglia, può aiutare a scavare nel passato rurale della campagna fiorentina.

Parte con un appello rivolto ai cittadini il progetto e l’idea di una ricerca ‘comunitaria’ sulle funzioni, gli usi e le tradizioni dell’abitare la casa colonica, l’edificio tipico delle colline toscane che un gruppo di appassionati di storia e territorio, residenti nella frazione di Montefiridolfi, si propone di ripercorrere sul piano storico, architettonico, agricolo e sociale. Quali erano gli ambienti, interni ed esterni, che caratterizzavano la casa dove abitavano e lavoravano i contadini, quali le abitudini e i ritmi scanditi dalla quotidianità negli spazi dell’abitazione, quali i percorsi evolutivi che hanno determinato i mutamenti nel corso del tempo.

Sono alcune delle domande alle quali il gruppo di montigiani proverà a rispondere elaborando uno studio di interesse architettonico che sfocerà in una pubblicazione e una mostra organizzata e sostenuta dal Comune di San Casciano.

Il gruppo è da anni impegnato nella ricerca e ha già prodotto alcuni approfondimenti sui diversi aspetti della vita del borgo. Questa nuova ricerca interesserà le case coloniche poste lungo il crinale collinare, delimitato dalla Pesa e dalla Terzona, che da Poggio la Croce arriva fino al Calzaiolo.
Lo studio si avvale dell’intervento di alcuni esperti come Giuseppina Carla Romby, docente universitario del Dipartimento Sagas dell’Università di Firenze, e l’archeologo Leonardo Giovanni Terreni. “Cercheremo di registrare le tipologie di casa colonica e ne studieremo l’uso e i cambiamenti avvenuti nel corso dei secoli – fanno sapere i cittadini promotori della ricerca – Partiremo dall’osservazione di una parte del territorio di San Casciano privilegiando quella che maggiormente si lega all’esperienza della mezzadria, superata ormai da mezzo secolo”.

La collaborazione e la partecipazione attiva dei cittadini possono rivelarsi fondamentali. “Chiediamo alle famiglie – dicono – di contribuire alla ricerca fornendo materiale, foto storiche, mappe del podere, documenti, aneddoti di vita vissuta che possano aiutarci a ricostruire la storia delle abitazioni di campagna della Valdipesa”.
Chi fosse interessato a partecipare al progetto può scrivere a architetturarurale1@gmail.com oppure contattare 333 39.13.768

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