Rifiuti e riciclo

Inceneritore di Montale, scontro in tv sulle emissioni e sul raddoppio

Un fotogramma della trasmissione andata in onda su TVL
Un fotogramma della trasmissione andata in onda su TVL

Nel corso di un confronto andato in onda su TVL sindaci, comitati e Rifiuti Zero hanno discusso di costi e di alternative all’incenerimento.

 

Redazione
14 ottobre 2026

MONTALE (Pt) – “Chi tutela la popolazione?”. È la domanda sollevata da Rossano Ercolini, esponente di Rifiuti Zero, durante la trasmissione Articolo 21 – Dentro la notizia, andata in onda martedì 13 ottobre su TVL Pistoia e dedicata al futuro dell’inceneritore di Montale. Un confronto serrato tra i sindaci Ferdinando Betti (Montale) e Luca Benesperi (Agliana), i rappresentanti del comitato Io non ci sto e i cittadini contrari alla prosecuzione dell’incenerimento.

Al centro della discussione, l’ipotesi di sostituire l’impianto, attivo dal 1978, con una struttura capace di trattare fino a 100.000 tonnellate annue di rifiuti, circa il doppio dell’attuale capacità. Una prospettiva contemplata nello scenario di gestione dei rifiuti dell’ATO Toscana Centro, insieme all’alternativa dell’esportazione dei rifiuti verso altri impianti.

Gli sforamenti e le preoccupazioni sanitarie

Rosanna Crocini, del comitato Io non ci sto, ha annunciato un esposto riguardante le emissioni dell’impianto. Nel mirino gli episodi registrati a luglio, che secondo gli ambientalisti evidenzierebbero criticità nei sistemi di combustione e controllo.

Ercolini ha citato i rilevamenti del sistema di monitoraggio MESA, sostenendo che, in un periodo di 16 giorni, sarebbe stato registrato un valore medio di 0,215, superiore del 116% al limite normativo indicato. Una ricostruzione che richiede il confronto con i rapporti tecnici originali.

Il sindaco Betti ha riconosciuto lo sforamento, riconducendolo a un’interruzione dell’alimentazione elettrica del 9 luglio, che avrebbe provocato lo spegnimento improvviso della linea 3. Ha inoltre richiamato le successive analisi, risultate, secondo quanto dichiarato, inferiori ai limiti.

Sul versante sanitario, Betti ha citato i dati dell’Agenzia regionale di sanità e un’indagine epidemiologica ISPRO, contestando interpretazioni allarmistiche. Il confronto non ha tuttavia risolto le divergenze sull’impatto sanitario dell’impianto.

Le alternative e i costi

Ercolini ha proposto la chiusura, la bonifica dell’area e la realizzazione di piattaforme per l’economia circolare, con trattamenti a freddo dei rifiuti residui. Marco Cardone, di Rifiuti Zero, ha contestato la convenienza economica del nuovo impianto, ipotizzando investimenti di almeno 150 milioni di euro destinati a gravare sulle tariffe.

Benesperi ha chiesto dati completi su costi, bonifica e ricadute sulla TARI, ricordando anche una proposta alternativa basata sulla tecnologia al plasma. Betti ha invece sostenuto che un eventuale nuovo impianto dovrebbe garantire sostenibilità economica, minori emissioni e benefici tariffari per i residenti.

La parola ai cittadini

Barbara Innocenti, ex consigliera comunale, ha contestato le promesse politiche disattese, chiedendo una consultazione autentica. Betti ha annunciato tre incontri informativi e una consultazione dei residenti tra fine novembre e inizio dicembre, prima della decisione del Consiglio comunale.

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