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Al via monitoraggi per il clima nel Padule di Fucecchio, ricercatori di Firenze al lavoro

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Foto da pagina Fb Amici del Padule di Fucecchio

Scopo del progetto: comprendere le dinamiche di assorbimento ed emissione dei gas climalteranti, in particolare CO2 e metano.

 

Redazione
24 novembre 2022

Padule-ricerca-clima_Toscana-ambienteLARCIANO (Pt) – La Riserva Naturale del Padule di Fucecchio entra a far parte delle aree umide toscane la cui osservazione consentirà di aumentare le conoscenze per la difesa del clima. Il progetto nasce dalla collaborazione fra il dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze e il Centro di Ricerca del Padule di Fucecchio, che ha offerto il supporto logistico.

Le zone umide come è noto forniscono servizi fondamentali per l’ecosistema. Tra questi c’è anche l’assorbimento e lo stoccaggio di una parte dell’anidride carbonica prodotta dall’uomo, che rappresenta la principale causa della crisi climatica in atto.

Per comprendere le dinamiche di assorbimento ed emissione dei gas climalteranti, in particolare CO2 e metano, da alcuni anni è iniziata in Toscana un’attività di ricerca e monitoraggio promossa dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze. Il progetto è partito da alcune aree umide costiere a dinamica lacustre (lago di Massaciuccoli e lago di Porta) e adesso è stato esteso anche al Padule di Fucecchio.

Le zone umide sono aree ad elevata produttività primaria – spiega Alessio Bartolini del Centro di Ricerca dell’area umida – e quindi hanno una notevole capacità effettiva e potenziale di assorbire grandi quantità di CO2. Al tempo stesso però possono essere anche fonti di emissione di metano. Attraverso la strumentazione installata dai ricercatori dell’Università di Firenze sarà possibile comprendere le dinamiche di assorbimento ed emissione di questi gas, anche in relazione alla loro tipologia e alla loro gestione”.

Gli strumenti permetteranno di rilevare a intervalli regolari le concentrazioni nell’aria di anidride carbonica e metano. Altri rilievi sono destinati a misurare la percentuale relativa degli isotopi stabili del carbonio.
Ampliare questo tipo di conoscenze potrà fornire indicazioni importanti per costruire “alleanze” con la natura destinate a tutelare il clima, perché i servizi ecosistemici sono di gran lunga i più economici, ma richiedono pur sempre di prendersi cura degli habitat con cognizione di causa.

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