Inquinamento

Cloruro di vinile, Arpat avvia indagine su 90 pozzi privati a Monsummano Terme

L'area di Monsummano Terme che sarà oggetto di indagine (foto Arpat)
L'area di Monsummano Terme che sarà oggetto di indagine (foto Arpat)
L’area da campionare è quella che si estende intorno ai due pozzi contaminati ed è stata già individuata da Arpat insieme al Comune e al Genio Civile. 

 

di Iacopo Ricci

MONSUMMANO TERME (Pt) – Dopo aver trovato in due pozzi privati di Monsummano Terme concentrazioni di cloruro di vinile molto superiori alla soglia consentita ARPAT, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, sta avviando una campagna di indagine sui pozzi privati – una novantina quelli censiti finora – vicini a quelli contaminati, per delimitare l’estensione dell’area in cui la falda è inquinata.

La contaminazione di alcuni pozzi a Monsummano Terme causata da solventi clorurati (trielina e suoi derivati), spiega ARPAT, è nota da tempo. Quello che preoccupa è che mentre l’inquinante primario, la trielina, è da anni in diminuzione il suo derivato, il cloruro di vinile monomero (CVM), sta aumentando e secondo le previsioni dell’agenzia potrebbe aumentare ancora negli anni a venire.

Nei prossimi giorni i tecnici di ARPAT passeranno in zona per contattare i proprietari dei pozzi. È stata già individuata, informa una nota dell’agenzia, “un’area di prima indagine all’interno della quale saranno cercati i pozzi che sia possibile campionare. L’area di ricerca sarà poi affinata sulla base dei risultati dei primi campionamenti”.

Ma il problema della qualità delle acque in Toscana è ben più ampio e non riguarda solo Monsummano Terme. “Una vera bomba per la salute delle persone” ha detto il consigliere di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Fattori che ha preparato una mozione da portare in Consiglio Regionale. Il documento è stato presentato giovedì scorso a Firenze in conferenza stampa insieme ad alcune associazioni e comitati dei territori pistoiesi interessati. Nella mozione si chiede alla Giunta toscana di impegnarsi a verificare “l’esatta estensione delle aree contaminate da solventi clorurati, attuando misure immediate di restrizione e messa in sicurezza”

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