Un importante finanziamento per potenziare i trattamenti endoterapici in attesa dell’ok dal ministero all’impiego dell’antagonista naturale.
Redazione
1 novembre 2026
PISA – La Regione Toscana ha stanziato un fondo straordinario di 500 mila euro per intensificare la lotta contro la cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis), un parassita alieno estremamente aggressivo che sta mettendo a rischio le pinete del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Queste nuove risorse economiche rappresentano una boccata d’ossigeno: vanno infatti ad aggiungersi ai 57 mila euro già stanziati dall’Ente Parco nel 2025 e nel 2026 oltre ai fondi che saranno programmati per il 2027.
Dalla prima segnalazione ufficiale avvenuta a Tirrenia nel 2023 il Parco di San Rossore ha intrapreso una serie di azioni mirate in stretta collaborazione con il servizio fitosanitario regionale e seguendo le linee guida stabilite dal CREA (Centro di ricerca in agricoltura).
Grazie all’aumento dei fondi – spiega una nota dell’ente – sarà possibile incrementare in modo deciso il numero di piante curate annualmente — superando la quota dei 1.700 pini trattati finora — e concentrare gli sforzi lungo i viali e nelle zone di confine, considerate le più a rischio. L’obiettivo di queste aree strategiche è creare una barriera protettiva capace di frenare la propagazione dell’insetto.
La speranza nella lotta biologica
Il trattamento attualmente adottato con successo è l’endoterapia, che consiste nell’inoculazione mirata di un insetticida specifico direttamente sugli alberi compromessi. Questa pratica, da ripetere a cadenza annuale, serve a dare un po’ di ossigeno alle piante in attesa di una soluzione definitiva.
Come sottolinea il presidente del Parco Lorenzo Bani si guarda con grande interesse alla sperimentazione attualmente in corso in Campania — autorizzata dal Ministero e condotta dal CREA — che prevede l’impiego dell‘antagonista biologico Thalassa montezumae. Già indicato nel gennaio 2025 durante un convegno nazionale a Pisa come l’unico vero strumento in grado di bloccare stabilmente il parassita, questo metodo richiede tuttavia tempi di ricerca lunghi, rendendo indispensabili le azioni di contenimento attuali.
Come si riconosce il killer dei pini
La cocciniglia tartaruga attacca principalmente il pino domestico (Pinus pinea) e si distingue per una straordinaria capacità riproduttiva e per l’assenza di predatori naturali autoctoni. La sua diffusione avviene rapidamente sia attraverso il vento sia mediante una scorretta movimentazione del materiale vegetale infestato.
Il danno alla pianta si manifesta attraverso la produzione di melata che favorisce lo sviluppo della fumaggine nera, un fungo che oscura la chioma. Questa patina impedisce agli aghi di effettuare la fotosintesi clorofilliana provocandone la caduta e portando inevitabilmente alla morte dell’albero. La conferma visiva dell’infestazione si ottiene individuando le femmine adulte sui rametti, riconoscibili per la tipica forma che ricorda il carapace di una tartaruga.



















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