Attualità

Consumo di suolo, preoccupano i data center per l’intelligenza artificiale

data-center-intelligenza-artificiale-Toscana-ecologica-ambiente

Un progetto da 100 milioni di euro nel Valdarno con un impianto fotovoltaico da 100,5 megawatt apre il confronto sul loro impatto.

 

Redazione
2 novembre 2026

La Toscana ha consumato quasi 500 ettari di suolo nel 2025, con una perdita di territorio naturale che non si registrava da oltre dieci anni. Secondo l’ultimo rapporto ISPRA la superficie trasformata ammonta a circa 468 ettari, equivalenti a oltre 1,3 ettari al giorno. Di questi, 41 ettari, pari a circa l’8,8%, sono riconducibili a impianti per la produzione di energia rinnovabile.
Il fenomeno riguarda nuove costruzioni, infrastrutture, cantieri e impianti energetici, ma all’orizzonte compare un’ulteriore pressione sul territorio: quella dei data center, le grandi strutture informatiche necessarie per l’intelligenza artificiale e i servizi digitali.

Un caso concreto emerge a Figline e Incisa Valdarno, in provincia di Firenze, dove è in fase di sviluppo il progetto H2-Era Green Valley, un polo da circa 100 milioni di euro che prevede un data center, un impianto fotovoltaico da 100,5 megawatt, batterie di accumulo e produzione di idrogeno verde.

Il progetto interessa l’ex stabilimento Bekaert e un’ex area mineraria di circa 64 ettari destinata al fotovoltaico. La valutazione ambientale dell’impianto agro-fotovoltaico ha ottenuto parere positivo con prescrizioni nel gennaio 2025, mentre una successiva verifica ha registrato un’ottemperanza parziale.

Il caso toscano si inserisce in una crescita nazionale delle infrastrutture digitali. La potenza informatica installata nei data center italiani è passata da 307 megawatt nel 2021 a 609 nel 2025. Restano però insufficienti le informazioni pubbliche sui consumi idrici e sull’effettiva occupazione di suolo.

Il problema riguarda soprattutto il fabbisogno elettrico continuo, i sistemi di raffreddamento, l’utilizzo di acqua e le nuove infrastrutture di collegamento. Gli impatti variano sensibilmente secondo tecnologie, dimensioni e localizzazione degli impianti. In Toscana il confronto si intreccia con la discussione regionale sulle aree idonee alle energie rinnovabili e con la necessità di tutelare i terreni agricoli.

La questione centrale diventa quindi stabilire dove realizzare queste strutture, privilegiando aree industriali dismesse e superfici già artificializzate, imponendo valutazioni trasparenti sui consumi energetici, idrici e territoriali. La sfida non è soltanto accompagnare la transizione digitale ma evitare che il suo sviluppo comporti un’ulteriore perdita di suolo agricolo e naturale.

Tags