Ricerca

Lotta alle confezioni di plastica, dall’Ateneo di Pisa la soluzione chitosano

Esemplare di mosca soldato nera.
Esemplare di mosca soldato nera.

Ultimato il progetto europeo Prima Fedkito per produrre eco-imballaggi ottenuti con chitosano naturale e biodegradabile ricavato dagli insetti.

 

Redazione
31 ottobre 2023

PISA – Per ridurre l’uso della plastica nel packaging già nel 2020 l’Università di Pisa aveva testato uno spray all’aroma di pepe per conservare più a lungo la carne oppure una pellicola alla cannella per proteggere le mele da insetti e funghi, tutto a base di chitosano naturale e biodegradabile derivato della chitina e ricavato dagli insetti, dopo la cellulosa il più abbondante biopolimero presente in natura. Le ricerche sono proseguite  nel 2022 con il progetto europeo Ecofunco. Lo scopo, trasformare gli scarti agro-alimentari, in particolare i resti di frutta, crostacei e legumi, in imballaggi biodegradabili.

Adesso è appena giunto a conclusione il progetto europeo Prima Fedkito, coordinato da Barbara Conti del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa, per la produzione di eco-imballaggi a base di chitosano ricavato dall’esoscheletro di insetti come la mosca soldato nera. Il chitosano è una sostanza del tutto naturale e biodegradabile che ha molteplici usi in agricoltura biologica e nell’industria cosmetica, farmacologica, medica, veterinaria e tessile – spiega la professoressa – e seguendo un criterio di economia circolare abbiamo utilizzato le pupe di Hermetia illucens (Diptera Stratiomyidae), conosciuta anche come mosca soldato nera, allevata su scarti organici della filiera alimentare”.

Gli imballaggi messi a punto sono stati pensati a seconda delle caratteristiche dei cibi. Si va dalla pellicola alle vaschette sino allo spray per proteggere frutta, verdura, carne, formaggi e prosciutti.

Per potenziare gli effetti protettivi del chitosano i ricercatori hanno inoltre sperimentato l’aggiunta di oli essenziali che già da soli hanno proprietà insetticide e fungicide. Il risultato sono stati imballaggi aromatizzati in modo diverso, con un valore aggiunto dal punto di vista sensoriale, per esaltare le caratteristiche organolettiche e l’aspetto brillante e fresco di alcuni prodotti. L’unità di ricerca dell’Università di Bologna diretta da Elisa Michelini ha poi messo a punto dei biosensori di nuova generazione, economici e molto semplici da usare, da applicare sulle confezioni in chitosano per monitorare la presenza e la quantità di contaminanti, batteri, micotossine, ma anche la qualità del cibo confezionato.

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Mandarino cinese rivestito con chitosano (foto Università di Pisa)

 

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