Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

Piccole azioni, grandi risultati: la sfida dell’adattamento climatico parte dai territori

adattamento-climatico-città-vivibili_Toscana-ambiente

Dalle isole di fresco alla coibentazione degli edifici: le strategie locali da realizzare subito per rendere le città più vivibili contro l’aumento delle temperature.

 

di Sandro Angiolini
14 settembre 2026

Questo è un blog divulgativo che cerca di trattare problemi spesso complessi con un linguaggio il più possibile semplice; non sempre il risultato è assicurato ma l’intento rimane quello. Questa settimana, partendo da due articoli apparsi sul quotidiano inglese The Guardian, ho il compito assai difficile di chiarire cosa si intende per “adattamento” al cambiamento climatico, perché è urgente e allo stesso tempo fattibile.

Cominciamo da un articolo ambientato in Gran Bretagna ma che ci consegna una verità generale: dato che la fiducia nelle istituzioni e negli accordi ad alto livello declina gli esperti affermano che iniziative di tipo locale e collettivo sono più efficaci nel supportare azioni contro il cambiamento climatico. Questa tesi è ispirata soprattutto al buon senso: realizzare interventi efficaci nel contrastare gli impatti negativi del cambio climatico produce subito dei risultati concreti per la popolazione e motiva le persone ad appoggiarne degli altri. L’articolo evidenzia anche che la gente chiede di capire cosa si può fare e cosa “funziona” meglio.

L’altro articolo de The Guardian che merita una segnalazione (e di cui quasi nessun media italiano ha parlato) riporta la dichiarazione congiunta dei sindaci di Milano, Parigi e Phoenix (USA). I tre politici locali hanno scritto una lettera comune dove in sintesi evidenziano due cose:
-che imparano ognuno dalle esperienze fatte dagli altri;
-che i problemi del cambiamento climatico sono anche problemi di salute pubblica (su cui i sindaci, anche in Italia, hanno una notevole responsabilità).

Concludendo che le ondate di calore estremo non possono essere trattate “solo” come eventi meteo o climatici ma richiedono decisioni e azioni che riguardano i trasporti, la politica edilizia, la salute, la gestione degli spazi pubblici e la gestione delle emergenze. Prepararsi a estati sempre più calde significa iniziare ad agire molto tempo prima che le temperature comincino a salire.

Ecco, in queste ultime frasi c’è proprio il succo del termine “adattamento al cambiamento climatico”. Vuol dire analizzare, valutare, progettare, realizzare e controllare una serie integrata di azioni che, nel loro insieme, rendono meno gravi gli impatti negativi del cambio del clima e ci permettono di vivere meglio. Per fare degli esempi già ampiamente testati in varie città europee e del mondo:

– realizzare delle “isole di fresco” con sedute, punti d’acqua e ombreggiature in grado di dare pronto sollievo soprattutto ad anziani e bambini. Sotto un albero la temperatura può essere anche di 5-7 gradi inferiore rispetto ai dintorni;

– favorire in tutti i modi (per esempio con corsie preferenziali, con riduzione delle tariffe, con il miglioramento degli orari) l’uso dei trasporti pubblici: se 30 persone vanno con l’autobus invece che con 15 auto (se va bene…) l’impatto sull’ambiente è nettamente minore;

– investire sulla coibentazione degli edifici: così sia in estate che in inverno si eviteranno i picchi di temperatura, si ridurranno i consumi di energia e in estate diminuirà il flusso di aria calda che i condizionatori buttano all’esterno;

– aumentare la presenza di verde nelle città, anche là dove finora non si è pensato di intervenire: tetti piani, parcheggi e via dicendo. In questo modo non solo si introdurranno “pezzi” di natura ma si contribuirà a rendere più miti le temperature.

– accanto al rinverdire le città è importante ridurre la quantità di superfici impermeabili all’acqua altrimenti questa, non essendo assorbita dal terreno, resterà sopra aumentando il rischio che si creino degli accumuli devastanti. Anche per questo avere dei parcheggi non asfaltati perfettamente sarà un vantaggio.

Ciò che avete letto sopra non è difficile e neanche particolarmente costoso. Ma occorre volerlo fare sul serio e pensarci prima…

OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
Vedi a questo link