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Arpat, associazioni e comitati lanciano l’allarme: “Servono più risorse”

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Decine di realtà toscane chiedono alla Regione più personale, laboratori e strumentazioni adeguate. Al centro il calo della sua capacità operativa.

 

Redazione
7 ottobre 2026

FIRENZE – Rafforzare Arpat con più risorse economiche, personale, strumentazione e capacità di laboratorio per garantire controlli ambientali adeguati in Toscana. È la richiesta rivolta alla Regione da una vasta rete di associazioni, comitati e coordinamenti, con una nota stampa che esprime sostegno al  documento della RSU dell’Agenzia del 25 settembre 2026 intitolato “Arpat – La fine di un’agenzia?.

Secondo il documento richiamato dalle associazioni il contributo regionale destinato ad Arpat sarebbe sostanzialmente fermo ai livelli di dieci anni fa a fronte di un’inflazione cresciuta nel frattempo di circa il 25%. A questo si aggiungerebbero difficoltà nelle assunzioni e nel ricambio del personale, carenze nella strumentazione e una riduzione delle capacità operative. La RSU segnala inoltre difficoltà nel mantenere un numero adeguato di controlli di iniziativa e nel garantire pienamente completezza e qualità delle analisi di laboratorio.

La questione riguarda direttamente le attività svolte dall’Agenzia sul territorio: Arpat controlla emissioni industriali, impianti di gestione dei rifiuti e inceneritori, scarichi e altre matrici ambientali, oltre a svolgere monitoraggi e supporto tecnico-scientifico. Per i firmatari una riduzione di personale e strumenti potrebbe quindi tradursi in una minore capacità pubblica di individuare tempestivamente situazioni di rischio per ambiente e salute.

L’allarme arriva mentre la normativa europea sta rafforzando gli obblighi di monitoraggio. Il comunicato richiama, tra gli esempi, le nuove regole sulle acque potabili, con attenzione anche a PFAS e altri contaminanti emergenti, la nuova direttiva sulla qualità dell’aria e quella sulle acque reflue urbane, che introduce ulteriori requisiti su microinquinanti, microplastiche e residui farmaceutici.

Le associazioni chiedono quindi alla Regione Toscana di chiarire quali misure intenda adottare per assicurare ad Arpat risorse adeguate e livelli di controllo coerenti con le esigenze del territorio. Domandano inoltre la pubblicazione di un quadro trasparente sull’andamento degli ultimi anni di personale, finanziamenti, dotazioni tecniche e numero dei controlli effettuati, per verificare concretamente l’evoluzione della capacità operativa dell’Agenzia.