Agricoltura

Wwf Toscana: urge un’agricoltura libera da Glifosate e pesticidi

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Oggi si apre a livello europeo una raccolta firme per chiedere un’agricoltura diversa, amica della salute, dell’ambiente e degli stessi agricoltori. Obiettivo: almeno un milione di firme.

 

Roberto Marini, delegato regionale del Wwf per la Toscana

In Toscana , nel 2017, si sono ritrovati pesticidi nell’80,7% dei punti di prelievo delle acque superficiali e nel 61,4% dei campioni investigati , con 78 sostanze trovate. Nelle acque sotterranee è stata riscontrata la presenza di pesticidi nel 46,8% dei punti e nel 31,1% dei campioni con 49 sostanze trovate.
A Pistoia, zona particolarmente interessata vista la massiccia presenza di vivai, sono stati trovati pesticidi addirittura nel 98% dei campioni , molti dei quali al di sopra dei limiti, soprattutto Glifosate e AMPA (metabolita del Glifosate), ma anche altri erbicidi, fungicidi e insetticidi, tipo il Cloripirifos, ritrovato anche in punti di prelievo per acque destinate alla potabilizzazione, in diverse zone della provincia di Pistoia.

Come si evince dal report di ARPAT, dall’attività di controllo sull’osservanza delle aree di salvaguardia stabilite dall’art. 94 del D. Lgs 152/06 è emerso che non è rispettata la fascia di 200 metri per scopo idropotabile (pozzi dell’acquedotto).
Intervenire è assolutamente urgente. Sempre più numerosi sono i report sui danni alla salute causati da queste sostanze (si pensi per esempio al Glifosato); accanto a questo, il fenomeno della scomparsa degli insetti impollinatori, in gran parte dovuto ai pesticidi, rischia di rompere irrimediabilmente la catena della riproduzione di gran parte delle specie vegetali, cosa che porterebbe non solo danni gravissimi alla biodiversità ma anche riduzioni drastiche delle produzioni agricole (in un mondo che già si muove su orizzonti di scarsità di cibo per la crescente popolazione).

Oggi si apre a livello europeo una raccolta firme per chiedere un’agricoltura diversa, un’agricoltura che sappia essere più amica della salute, dell’ambiente e degli stessi agricoltori. La procedura utilizzata è quella della I.C.E., cioè della Iniziativa dei Cittadini Europei, strumento previsto da Statuto e regolamenti dell’Unione europea per dare la possibilità ai cittadini di portare istanze all’attenzione del Parlamento europeo.

L’obiettivo è raccogliere almeno un milione di firme (ma vogliamo raccoglierne molte di più) per sostenere le seguenti richieste: eliminare gradualmente i pesticidi sintetici nell’agricoltura europea dell’80% entro il 2030, iniziando da quelli più pericolosi, per diventare al 100% privi di pesticidi di sintesi entro il 2035; ripristinare gli ecosistemi naturali nelle zone agricole in modo che l’agricoltura diventi un vettore di recupero della biodiversità; riformare l’agricoltura dando priorità all’agricoltura su piccola scala, diversificata e sostenibile, sostenendo un rapido aumento delle pratiche agroecologiche e biologiche e consentendo la formazione e la ricerca indipendente degli agricoltori in materia di agricoltura senza pesticidi e Ogm.

La proposta vuole costituire uno stimolo per un’agricoltura che sappia darsi un futuro (e in questo siamo al fianco degli agricoltori e vogliamo sostenerne e non certo inibirne l’attività) e che sappia dare un futuro a tutti noi e al pianeta nel suo complesso. A promuovere l’iniziativa è un’alleanza di moltissime organizzazioni della società civile, organizzazioni di apicoltori e singoli cittadini. Il Wwf ha aderito all’iniziativa e invita tutti i cittadini a partecipare con la propria firma. E’ possibile aderire online con una firma alla raccolta collegandosi al sito Save Bees and Farmers 

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