Agricoltura

Un’alternativa ai prodotti fitosanitari di sintesi: la bioprotezione

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Questa mattina all’Accademia dei Georgofili a Firenze una giornata di studio su Alternative ecocompatibili ai prodotti di sintesi per la difesa delle colture: opinioni a confronto.

 

di Giorgio Zena, responsabile relazioni esterne International Biocontrol Manufacturers Association

L’impiego di prodotti fitosanitari convenzionali è sempre più oggetto di pubblico dibattito a causa dei rischi che si ritiene possano presentare per la salute umana, degli animali e dell’ambiente. Inoltre il processo di revisione comunitaria delle sostanze attive che li compongono sta riducendo significativamente il numero di sostanze disponibili sul mercato, con la conseguente comparsa di fenomeni di resistenza.

Di conseguenza gli agricoltori necessitano di nuovi strumenti per la difesa sostenibile ed efficace delle colture agrarie dagli attacchi di parassiti e malattie fungine, note ed emergenti. Un’alternativa moderna e innovativa è fornita dai mezzi tecnici di bioprotezione, che includono le seguenti quattro categorie: macrorganismi (insetti utili, nematodi entomopatogeni), microrganismi (funghi, batteri, virus), semiochimici (feromoni, kairomoni e allomoni) e sostanze naturali (estratti vegetali e biochimici).

La caratteristica principale che li differenzia dai prodotti chimici di sintesi è che si tratta di mezzi tecnici e sostanze di origine naturale. Sono cioè tratte da matrici naturali, ma possono anche essere di sintesi se identiche a quelle presenti in natura. Molto spesso hanno una relativa persistenza, ma posseggono un’elevata selettività e un’adeguata efficacia. Molte di queste sostanze hanno già le caratteristiche per poter essere classificate “a basso rischio” ai sensi dell’art. 22 del Regolamento n. 1107/2209. Tuttavia questo Regolamento prevede un percorso autorizzativo più complesso rispetto a un tradizionale prodotto fitosanitario.

IBMA, in un proprio documento definito “Libro Bianco”, propone un nuovo approccio normativo, più snello ma altrettanto rigoroso, affinchè i prodotti fitosanitari di origine naturale, soprattutto se a basso rischio, possano essere approvati ed essere resi disponibili sul mercato più rapidamente.

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