Martedì 17 marzo all’Accademia dei Georgofili inaugurazione dell’esposizione fotografica sulla cultura agraria del XX secolo curata da Davide Fiorino.
Redazione
16 marzo 2026
FIRENZE – La vita dei contadini in Toscana fino agli anni ’50 era organizzata intorno al sistema della mezzadria che ha caratterizzato la campagna toscana per secoli. Questo sistema e lo stile di vita cambiarono radicalmente solo negli anni del boom economico.
Nella mezzadria il contadino (detto mezzadro) lavorava la terra di un proprietario terriero e divideva il raccolto a metà con lui. Il proprietario forniva la terra, spesso la casa colonica, parte degli animali o degli attrezzi. Il mezzadro invece forniva il lavoro suo e della famiglia e la gestione quotidiana della fattoria. Il proprietario o il fattore controllava il lavoro e poteva anche decidere se una famiglia doveva lasciare il podere.
Sul tema del mondo contadino martedì 17 marzo alle 16.00 si inaugura all’Accademia dei Georgofili (Logge Uffizi Corti) la mostra fotografica Frammenti. Immagini dal mondo rurale. L’esposizione è un racconto per immagini, scelte all’interno del patrimonio fotografico dell’Accademia; frammenti, appunto, di vita quotidiana e di costume, di “condizioni sociali”, calati all’interno della cultura agraria del XX secolo.
Si tratta di un percorso privo di commento critico per lasciare spazio alla memoria, alle esperienze e alle considerazioni del fruitore. Talvolta gioca sui contrasti, sulla contrapposizione di contenuti, in immagini che pure vogliono presentare un medesimo soggetto. Curatore della mostra che rimarrà aperta, con ingresso libero, fino al 4 giugno è Davide Fiorino.
Il patrimonio fotografico dell’Accademia dei Georgofili racchiude una raccolta di grande valore per la storia dell’agricoltura, del paesaggio rurale e delle scienze agrarie in Italia e all’estero. Una ricognizione aggiornata (2024-2025) ha stimato che la fototeca comprenda oltre 80.000 materiali fotografici di varia tipologia: oltre 45.000 fotografie positive (bianco e nero e colore), circa 6.000 negativi su vetro e pellicola, circa 27.000 diapositive e circa 5.000 file digitali. Una galleria fotografica dalla mostra




















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