Nella Giornata mondiale dell’alimentazione ISDE e Rete Semi Rurali chiedono di integrare la tutela dei suoli nelle politiche sanitarie e agricole.
Redazione
16 ottobre 2026
La salute delle persone dipende anche da quella dei terreni agricoli, dalla biodiversità e dai sistemi utilizzati per produrre il cibo. È il messaggio lanciato oggi, 16 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, da ISDE – Medici per l’Ambiente e Rete Semi Rurali, che chiedono di adottare il modello One Health nelle politiche agricole e sanitarie.
L’intervento, firmato da Daniel Monetti di Rete Semi Rurali e Serena Bellandi di ISDE, richiama la necessità di considerare insieme salute umana, animale e ambientale, superando i modelli agricoli che impoveriscono le risorse naturali.
Il primo elemento da proteggere è il suolo. La presenza di sostanza organica e microrganismi favorisce la fertilità dei terreni e la capacità delle colture di resistere alla siccità e agli effetti dei cambiamenti climatici. Secondo le due associazioni rotazioni colturali, biodiversità agricola e pratiche agroecologiche possono contribuire a rendere i sistemi produttivi più resilienti.
Particolare attenzione viene dedicata all’agricoltura biologica e alla riduzione dell’esposizione ai pesticidi. ISDE richiama i possibili effetti sanitari di alcune sostanze contaminanti, compresi metalli pesanti e residui di fitofarmaci, associati a rischi neurologici, endocrini e oncologici. La valutazione di questi rischi dipende comunque dalle sostanze coinvolte e dai livelli di esposizione.
Un altro elemento centrale è il rapporto tra alimentazione e microbiota intestinale, l’insieme dei microrganismi che partecipano alle funzioni digestive, metaboliche e immunitarie. Una dieta varia, ricca di vegetali e fibre, può contribuire a mantenerne l’equilibrio.
I medici sottolineano soprattutto l’importanza dei primi mille giorni di vita, dal concepimento ai due anni, durante i quali alimentazione e fattori ambientali influenzano lo sviluppo del microbiota e del sistema immunitario.
Le alterazioni della comunità microbica intestinale sono oggetto di numerosi studi per i possibili collegamenti con infiammazione cronica, allergie, malattie metaboliche e cardiovascolari. Si tratta di relazioni complesse, che non consentono di attribuire automaticamente una patologia a un singolo fattore alimentare.
Nel documento viene inoltre sostenuto il ruolo delle produzioni biologiche nella riduzione dell’esposizione ai pesticidi e nella valorizzazione della qualità nutrizionale degli alimenti.
La richiesta conclusiva delle associazioni riguarda le scelte pubbliche: considerare la protezione dei suoli, la biodiversità e i metodi di produzione agricola anche come strumenti di prevenzione sanitaria integrando agricoltura, ambiente e salute nelle politiche nazionali ed europee.



















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