Ecosistema

Nelle brughiere del Pratomagno rinascerà la lavorazione delle scope

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Un progetto europeo, LIFE Granatha, vuole ripopolare queste brughiere montane diventate poco ospitali ripristinando l’habitat e gli antichi mestieri.

 

di Gabriella Congedo

BrughieraAREZZO, FIRENZE – Ripopolare le brughiere montane del Pratomagno, rilanciando la filiera delle scope di erica (le ‘granate’, appunto) e rendendo questi ambienti di nuovo ospitali per le specie di uccelli che li abitano.
E’ l’obiettivo del progetto europeo LIFE Granatha, attivo dal 2016, che si svolge all’interno del Sito Natura 2000Pascoli e cespuglieti montani del Pratomagno”, a cavallo delle province di Arezzo e Firenze.

Fino a una cinquantina d’anni fa il mantenimento di queste brughiere, e degli uccelli di interesse conservazionistico che le abitano, era legato alla filiera della lavorazione delle scope, un’attività portata avanti dai contadini e dagli allevatori che vivevano alle pendici della montagna. Questi ambienti ricchi di biodiversità, dove dominavano gli arbusti di Erica scoparia intervallati da prato e piccoli boschi, erano l’habitat ideale per specie come la magnanina comune, l’albanella minore e il succiacapre.

Ma da decenni la lavorazione delle scope è venuta meno e con essa la gestione attiva delle brughiere, ormai invase dal bosco e da altri arbusti. L’ambiente è diventato meno ospitale e gli uccelli potrebbero abbandonare per sempre il Pratomagno.

GRANATHA_logoEd è qui che si inserisce il progetto LIFE Granatha. In primo luogo ripristinando gli ambienti di brughiera e la loro funzionalità ecologica: sono già iniziati, per esempio, i lavori di decespugliamento e taglio della vegetazione invasiva che interesseranno 173 ettari di brughiere. Ma si lavora anche per favorire la nascita di una filiera locale della lavorazione delle scope – magari attraverso una cooperativa di giovani – che possa garantire, producendo e commercializzando scope e altri utensili, una gestione economicamente sostenibile e duratura.

A dare una marcia in più al progetto è la collaborazione, avviata da poco, con il Centro Nazionale Carabinieri Biodiversità di Pieve S. Stefano. Lo scopo, individuare una metodologia di semina delle eriche in campo efficace per il ripristino delle brughiere. Si comincerà con dei test in aree campione; se i risultati saranno positivi si seminerà su superfici più ampie, ricreando così nuovi habitat per gli uccelli del Pratomagno.
Ulteriori informazioni al sito del progetto  www.lifegranatha.eu

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