Il Comune sceglie di censire e proteggere gli alberi nati spontaneamente puntando sulla naturale capacità di autoregolazione dell’ecosistema.
di Gabriella Congedo
28 settembre 2026
MONTELUPO FIORENTINO (Fi) — Un approccio innovativo e, per certi versi, rivoluzionario nella gestione e nel potenziamento del verde urbano. Nel quadro delle azioni destinate al contrasto delle isole di calore e al miglioramento ambientale, dopo essere stato tra i pionieri dello sfalcio ridotto il Comune di Montelupo Fiorentino lancia la Rigenerazione Naturale Assistita (nota in ambito scientifico con la sigla ANR, Assisted Natural Regeneration), declinata a livello locale come Forestazione Spontanea Assistita.
Il progetto nasce dalla presa di coscienza dei limiti e dei costi elevati legati alle tradizionali piantumazioni da vivaio. Mettere a dimora nuovi alberi richiede infatti ingenti investimenti economici e comporta un alto rischio di mancato attecchimento, spesso accentuato da scelte botaniche poco idonee a resistere alle attuali emergenze e variazioni climatiche. La nuova strategia ribalta questa prospettiva e punta sulla naturale capacità di autoregolazione dell’ecosistema: l’essere umano sceglie di fare un passo indietro e agisce come semplice facilitatore delle dinamiche naturali.
Come funziona il modello operativo
Il piano operativo prevede di individuare, censire e tutelare alberi e piccoli boschi urbani nati in modo del tutto spontaneo sui terreni comunali. Si tratta di piante che hanno già superato una prima selezione naturale, dimostrando spiccate doti di adattabilità e resistenza.
L’intervento del Comune consisterà in:
– Monitoraggio e cura: osservazione costante e selezione dei germogli più forti.
– Protezione: pulizia dalla vegetazione competitiva circostante e installazione di delimitazioni fisiche per evitare che le piante vengano danneggiate.
– Potature strategiche: interventi mirati a stimolare la crescita verticale del tronco.
In circa due anni le giovani piante riescono a sviluppare una chioma sufficientemente folta da creare un microclima protettivo per le radici, diventando autosufficienti e prive di ulteriori necessità manutentive.
Un passo indietro per lasciar agire la natura
A Montelupo la nuova pratica affiancherà la tradizionale piantumazione acquistata sul mercato e la sperimentazione dell’autovivaismo. Ad oggi sono già circa venti le piante candidate a far parte ufficialmente del patrimonio arboreo comunale. Tra le specie selezionate spontaneamente dalla natura figurano alloro, bagolari, platani, pioppi, ligustri giapponesi, alberi di Giuda, alberi delle lanterne cinesi e aceri.
«Come già avvenuto con lo sfalcio ridotto lanciamo un modello di forestazione urbana innovativo, inedito e, nel suo piccolo, rivoluzionario» spiega Lorenzo Nesi, assessore alle Politiche ambientali, di mitigazione e adattamento climatico. «Spesso al verde urbano applichiamo schemi progettuali rigidi e costosi. Se vogliamo difendere i nostri territori dobbiamo imparare a lasciare agire la natura, riponendo fiducia nelle sue capacità di autorigenerazione. Con questo progetto l’essere umano smette di imporre una falsa idea di ordine e si mette al servizio dell’ecosistema, in una vera logica One Health dove la salute dell’ambiente e quella dei cittadini coincidono».



















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