Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

La sicurezza dimenticata: perché tagliare sull’ambiente ci rende tutti più fragili

Toscana-proteggere-fondi-misurano-ridimensiona_Toscana-ambiente

Mentre le grandi imprese mondiali misurano l’impronta ecologica per proteggere i bilanci la Regione Toscana ridimensiona i fondi all’ARPAT.

 
di Sandro Angiolini
8 ottobre 2026

Molti di voi sono consapevoli che di questi tempi è di moda andare contro gli ambientalisti e le loro tesi, come ad esempio il Green Deal dell’Unione Europea.
Molto spesso alla base di questo atteggiamento ci sono due motivi:
– trovare un capro espiatorio comodo per l’origine di problemi vari che c’entrano ben poco con l’ambiente;
– continuare a sostenere metodi di produzione più inquinanti, ma apparentemente meno costosi se guardati nel breve periodo.

Mi ha fatto perciò una certa (e positiva) impressione notare una notizia uscita pochi giorni fa relativa al risultato di un sondaggio realizzato da una delle più importanti società di certificazione di qualità al mondo.
La SGS, basata in Svizzera, ha infatti rilevato che, su un campione di 550 tra le più grandi imprese private, con sedi in 62 Paesi diversi, esattamente i 2/3 hanno attivato sistemi di conteggio delle loro emissioni. In pratica, conoscono l’impronta ecologica delle loro attività.

Il dato può sorprendere molti dato che in questi anni, alla testa di tante potenze mondiali, siedono personaggi che non prestano particolare attenzione all’ambiente e al riscaldamento climatico.
Perché allora la maggioranza delle società private lo fa? Semplice: perché così capiscono dove e come consumano più energia, da quali fonti proviene e quali impatti ha il suo consumo. In questo modo possono programmare cambiamenti/miglioramenti che non fanno solo bene ai propri bilanci ma anche all’atmosfera. In altre parole, ricercano una maggiore “sicurezza ambientale”.

Questo mi fa pensare che, nell’ ultima settimana, ho visto circolare la lettera di un sindacato dell’ARPAT dai contenuti assai preoccupati (e preoccupanti) per il futuro dell’agenzia regionale che si dovrebbe occupare di monitorare la qualità dell’ambiente in Toscana.
Il condizionale è d’obbligo: la Regione sta di fatto ridimensionando (in termini di fondi e di personale) l’ARPAT e quindi il suo ruolo rischia di venire pericolosamente meno. Per capirci meglio: meno analisi dell’aria (anche dopo incendi di impianti industriali), delle acque, del suolo e via dicendo. Voi vi sentireste sicuri sapendo di vivere in un territorio dove simili controlli vengono ridotti al minimo?

Eppure viviamo in tempi dove tanti si riempiono la bocca con la parola “Sicurezza” senza mai toccare il tema di quella ambientale (e aggiungo sanitaria…).
Personalmente ho dei seri dubbi che andando avanti così la nostra qualità della Vita migliori, quindi spero che le risorse per l’ARPAT si trovino (e presto).

OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
Vedi a questo link