Ecosistema

Ecoballe di spazzatura nel golfo di Follonica, Legambiente: “Intervenga il Governo”

Un'ecoballa di spazzatura riaffiorata in superficie lo scorso agosto (foto Legambiente)
Un'ecoballa di spazzatura riaffiorata in superficie lo scorso agosto (foto Legambiente)
Angelo Gentili della segreteria nazionale: “Dopo più di 4 anni che sono in mare aumenta ogni giorno il rischio che gli imballaggi si sfaldino disperdendo il carico”.

 

di Gabriella Congedo

FOLLONICA (Gr) – 63 tonnellate di plastica giacciono da anni sui fondali del golfo di Follonica. Nello scorso autunno erano iniziate le operazioni di recupero ma adesso, per un impedimento burocratico, tutto è sospeso e se non si interviene con urgenza la situazione rischia di andare fuori controllo.
Ancora una volta Legambiente lancia l’allarme su un’emergenza ambientale troppo a lungo trascurata.

La storia è nota. Le 56 ecoballe cadute più quattro anni fa nel canale di Piombino altro non sono che spazzatura pressata da usare come combustibile per alimentare termovalorizzatori. Erano state disperse in mare nel luglio 2015 da un cargo diretto nel Mar Nero ma il fatto non era stato denunciato. Poi alcuni blocchi di rifiuti hanno incominciato a venire a galla alla spicciolata e allora ci si è resi conto del pericolo.

Lo scorso luglio finalmente era stato nominato un commissario straordinario per affrontare l’emergenza, l’ammiraglio Aurelio Caligiore e in ottobre erano partite le operazioni di recupero condotte dal Nucleo subacqueo della Guardia costiera di Genova.
Purtroppo il lavoro che stava portando avanti l’ammiraglio Caligiore ha ricevuto uno stop dal Garante della concorrenza, che ha contestato la sua nomina per incompatibilità dell’incarico con la sua posizione di ufficiale in servizio permanente effettivo. Intanto il tempo passa e aumenta il rischio che gli imballaggi si sfaldino disperdendo i rifiuti in mare. Una vera e propria bomba ecologica per l’ecosistema marino a due passi dal Santuario dei cetacei.

“La nostra associazione – ha dichiarato Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente – chiede con la massima urgenza un intervento da parte del Governo per sbloccare al più presto la situazione e alla Regione, con i Comuni coinvolti, di fare pressione affinché si trovi al più presto una soluzione. Dopo più di 4 anni dall’accaduto il rischio che le ecoballe si sfaldino liberando il carico di rifiuti è sempre più alto. Bisogna anche fare quanto prima un controllo meticoloso delle condizioni delle ecoballe e dei rischi legati alla dispersione in mare del carico di rifiuti. A questo scopo invitiamo i pescatori a segnalare i rifiuti che dovesse capitar loro di pescare in quella zona”.

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