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Progetto di paesaggio della Pesa, firmato l’accordo per salvare un fiume che ogni estate muore

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Il torrente Pesa in secca all'altezza di Cerbaia

E’ sostenuto dalla Regione Toscana e coinvolge i 9 Comuni attraversati dal torrente. Obiettivo: restituire naturalità attraverso una gestione unitaria.

 

di Gabriella Congedo
9 agosto 2025

RADDA IN CHIANTI (Si) – La sfida per difendere il torrente Pesa dalle pressioni umane e dagli effetti del cambiamento climatico è incominciata. Il primo passo si è compiuto al Castello di Albola a Radda in Chianti dove è stato siglato un accordo per l’elaborazione di un Progetto di paesaggio riguardante le valli della Pesa e del Virginio. È il primo Progetto di paesaggio in Toscana integrato con un Contratto di fiume, quello del torrente Pesa.

L’obiettivo è ambizioso: restituire naturalità e visione unitaria al bacino idrografico della Pesa, ora suddiviso tra diverse province e ben quattro ambiti paesaggistici diversi. Un rompicapo amministrativo che grazie al Progetto di paesaggio svilupperà una pianificazione integrata.

L’accordo è sostenuto dalla Regione Toscana e coinvolge tutti i 9 Comuni attraversati dal torrente e firmatari del Contratto di fiume ovvero Montelupo Fiorentino (capofila), Barberino Tavarnelle, Castellina in Chianti, Greve in Chianti, Lastra a Signa, Montespertoli, Radda in Chianti, San Casciano in Val di Pesa e Scandicci. Hanno aderito anche l’Autorità di distretto dell’Appennino settentrionale e il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno.

In concreto si vuole: riforestare il corridoio ecologico del fiume, restaurare la morfologia fluviale, costruire invasi e altri sistemi di accumulo della risorsa idrica, integrare nel paesaggio e nell’ecosistema le aree industriali, creare un parco fluviale multifunzionale con una pista ciclabile di circa 18 chilometri tra Ginestra Fiorentina a Tavarnelle Val di Pesa.

Non si tratta di un elenco di buone intenzioni ma di interventi assolutamente necessari se si vuole preservare un ecosistema fluviale che ogni estate muore. Ad assistere impotenti alla sua agonia sono soprattutto gli abitanti di Montelupo, dove la Pesa termina il suo percorso per confluire in Arno. Qui con i primi caldi l’acqua sparisce e ricompare dopo mesi.

A ridurre il fiume in questo stato, com’è ormai risaputo, sono gli eccessivi prelievi di acqua, sia autorizzati che abusivi. Il Comune ha fatto sentire più volte la sua voce; per attirare l’attenzione sul problema l’ultimo consiglio comunale si è tenuto addirittura nel letto in secca della Pesa; eppure, nonostante tutto ciò, si continuano a progettare nuovi pozzi per uso idropotabile.
Fino a qualche decennio fa questo era un angolo di paradiso ed è così che deve ritornare a essere. Ecco perché questo Progetto di paesaggio può e deve rappresentare una svolta.

La Regione Toscana sta facendo la sua parte e per lo studio di fattibilità ha già stanziato 50.000 euro. La cifra potrà essere integrata da donazioni private tramite lo strumento dell’Artbonus regionale che permette di usufruire di un’agevolazione sull’IRAP pari al 40% dell’importo donato.

I Progetti di paesaggio – ha illustrato l’assessore regionale al Governo del territorio Stefano Baccellinascono da una visione di salvaguardia e valorizzazione che va oltre il vincolo in favore di una tutela attiva. Partendo dalle istanze degli enti locali le caratteristiche ritenute più caratterizzanti per i territori entrano a far parte delle strategie di sviluppo regionale”.

In questo caso il focus degli interventi sarà la rinaturalizzazione del fiume e del suo bacino idrografico: “Il fiume diventa elemento caratterizzante e il suo percorso sarà l’asse attorno al quale si snoderanno gli elementi che il progetto di paesaggio andrà a valorizzare superando limiti comunali, provinciali, amministrativi e burocratici”. 

I nove Comuni sul torrente rilanciano la sfida del Contratto di fiume, insieme alla Regione Toscana, con un Progetto di Paesaggio – aggiunge Lorenzo Nesi, assessore all’Ambiente di Montelupo Fiorentino e coordinatore dei Comuni firmatari del Contratto di Fiume – Tutti insieme, anche con l’Autorità di Distretto, il Consorzio di Bonifica e Università di Firenze, per dimostrare che possiamo tutelare la risorsa acqua dalle nostre pressioni e rispondere nel contempo agli effetti della crisi climatica”.

Radda in Chianti, i firmatari dell'accordo (foto Comune di Montelupo F.no)
Radda in Chianti, i firmatari dell’accordo (foto Comune di Montelupo F.no)