Inquinamento

Quarrata, polveri fini alle stelle per i fuochi. Legambiente: tradizione da abbandonare

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Secondo le misurazioni dell’associazione superati di molto i limiti di legge. Le proposte al Comune: impiegate quei soldi per comprare libri e fare manutenzione nelle scuole.

 

di Gabriella Congedo

QUARRATA (Pt) – Di una dose supplementare di polveri fini la piana di Quarrata e Pistoia proprio non ha bisogno, quelle che ci sono bastano e avanzano. E invece lo spettacolo pirotecnico offerto alla cittadinanza la notte del 1° settembre per la festa patronale ha fatto registrare concentrazioni altissime di PM 2,5.

Il picco di PM2,5 registrato da Legambiente Quarrata la notte del 1° settembre
Il picco di PM2,5 registrato da Legambiente Quarrata la notte del 1° settembre

Il problema viene sollevato da Legambiente Quarrata che già aveva fatto le pulci all’amministrazione comunale per i troppi denari – alcune migliaia di euro – spesi appunto per finanziare i fuochi.
I volontari dell’associazione ambientalista sono abituati a misurare tutto e anche la notte dello spettacolo si sono posizionati con un analizzatore portatile per PM 2,5 nel parco della Magia e in piazza Nannini. Risultato: concentrazioni altissime, con un picco fino a 454 microgrammi/metro cubo (il valore limite di legge su base annua è di 25 microgrammi/metro cubo) nel raggio di circa mezzo chilometro dal punto dove i fuochi sono stati esplosi.

Per fortuna, terminato lo spettacolo una brezza provvidenziale ha ripulito l’aria e tutto è rientrato nella normalità. “Ma data la conformazione del territorio, in mancanza di vento le polveri fini avrebbero potuto ristagnare per giorni – ci tiene a precisare il presidente di Legambiente Quarrata Daniele Manetti – con grave danno per le persone più fragili, bambini, anziani e malati”.

L’analizzatore usato da Legambiente, un Dylos 1700, è in grado di effettuare analisi in continuo oppure ogni 5 minuti, spiega Manetti, mentre gli analizzatori ufficiali ARPAT fanno l’analisi ponderata sulle 24 ore, il che non permette di rilevare i picchi con breve durata nell’arco della giornata.

Le misurazioni parlano chiaro e davanti all’evidenza per Legambiente Quarrata non c’è che una cosa da fare: abbandonare un’usanza primitiva e pericolosa per l’uomo e per l’ambiente. Impiegando quei soldi, conclude Manetti, “per comprare libri e cominciare a risolvere i tanti problemi di manutenzione e riparazione che continuano ad affliggere le scuole di Quarrata”.

Si potrebbe cominciare, ci permettiamo di aggiungere noi, con l’eliminare l’indegno spettacolo dei sotterranei del liceo Petrocchi allagati di acqua putrida. Un problema più volte segnalato e oggetto di innumerevoli riunioni. Il giorno che qualcuno vi metterà mano sarà sempre troppo tardi.

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