Inquinamento

Amianto, dalla Regione un milione e mezzo per bonificare gli edifici pubblici

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Approvato il bando a fondo perduto per bonificare gli edifici di proprietà pubblica. Non più di 300 mila euro per ogni intervento.

 

Redazione
15 maggio 2026

Per decenni è stato venduto come materiale “miracoloso”: economico, resistente, isolante. È finito nei tetti dei capannoni, nelle scuole, nelle case popolari, negli ospedali, nelle tubazioni, nei serbatoi, nelle coibentazioni. A partire dal dopoguerra l’amianto è stato usato per una moltitudine di costruzioni anche in Toscana. In realtà quel progresso a basso costo ha scaricato il conto sui corpi di muratori, idraulici, carpentieri, manutentori e cittadini.

La legge italiana ha vietato produzione e commercio dell’amianto solo nel 1992, quando il danno era già incorporato in migliaia di edifici. Le fibre inalate possono provocare asbestosi, mesotelioma e tumore del polmone: malattie lente, spesso diagnosticate decenni dopo l’esposizione.

In Toscana la questione è ancora attuale perché ristrutturazioni, demolizioni e manutenzioni degli edifici possono riaprire il rischio. Anche l’Inail ha richiamato l’attenzione sugli edifici costruiti prima del  1992 e sui lavoratori impegnati in abbattimenti e ristrutturazioni. Ma le bonifiche procedono ancora troppo lentamente. La Regione Toscana ha istituito un Piano regionale di tutela dall’amianto con legge del 2013 ma la distanza tra piani, censimenti e rimozioni reali resta il nodo politico. L’amianto non è un ricordo del passato: è una responsabilità presente. Ogni tetto lasciato degradare è una promessa tradita di salute pubblica.

Da anni quello che viene comunemente chiamato anche Eternit non è più impiegato in alcun settore manifatturiero e per eliminarne del tutto la presenza la Regione ha approvato lunedì 11 maggio la delibera n. 568, che approva il bando dotato di un fondo di un milione e mezzo di euro a fondo perduto destinato a Comuni, Unioni di Comuni e Province della Toscana e alla Città Metropolitana di Firenze per rimuovere e bonificare gli edifici di proprietà pubblica dove ancora ne esistono tracce come coperture, costruzioni cemento-amianto e luoghi di deposito di materiali friabili.

“E’ un’azione che va a sommarsi a quella del 2020 rivolta alla rimozione dell’amianto nelle scuole e aziende sanitarie – spiega l’assessore regionale all’Ambiente David Barontini – scegliendo criteri chiari e premiali per valorizzare i progetti più avanzati e sostenibili anche in ottica di transizione energetica”.

Il finanziamento previsto dalla Regione copre fino al 100% dell’importo della spesa ammissibile per i lavori di rimozione e lo smaltimento di coperture e manufatti contenenti amianto (cemento-amianto, vinyl -amianto, amianto friabile) e, in ogni caso, non oltre un massimo di 300 mila euro per il singolo intervento. Il contributo regionale sarà concesso con provvedimento del Settore Economia circolare e qualità dell’aria, secondo l’ordine di graduatoria e nei limiti delle disponibilità di bilancio.

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